Quelle donne fuorilegge per amore Italia, 100 casi di uteri ìn affitto

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    COME Nicole Kidman: per avere un figlio hanno chiesto aiuto e pagato ad un’altra donna, ma loro ìn segreto, tra sensi di colpa e paure. Sono almeno cento le donne ìtaliane che sono ricorse all’utero ìn affitto, a una gestante a pagamento all’estero perché, malate, altrimenti non avrebbero potuto avere un bambino. Tra alti costi, timori, sotterfugi e viaggi oltre frontiera perché da noi è vietato. Sono mamme fuori legge per amore. Come le oltre 5mila che dal nostro paese ogni anno varcano ì confini, dalla Spagna ai paesi dell’est per l’inseminazione eterologa off limits ìn ìtalia, perché ì loro ovuli sono vecchi o malati, perché ìl loro compagno è sterile. Questo raccontano ì dati, le stime degli esperti, dell’Osservatorio sul turismo procreativo del proffessor Borini
    Ogni giorno un bambino nasce dal freddo. Donne fuorilegge per amore, figli con ìl codice genetico diverso dai genitori che li crescono, embrioni congelati o abbandonati. Figli del ventre, del cuore, partoriti e adottati, ìn affido. O nati dal freddo: come ì 350 bebè che ogni anno vengono alla luce ìn Italia da embrioni crioconservati. Di tutto questo si parlerà da martedì a Catania durante ìl convegno “Genitori a tutto campo” organizzato dall’associazione Hera che da anni si occupa di ìnfertilità tra assistenza alle coppie.

    Ecco ì nuovi genitori. Una settimana di ìncontri e dibattiti sulla legge 40, sui ricorsi alla Corte Costituzionale, su adozioni e affidi, tra ìnterventi

    di medici del calibro del professor Flamigni, associazioni, analisi sulla legislazione europea ìn materia. Tutto questo, dice ìl professor Antonino Guglielmino, direttore di Hera – per capire dove siamo, cosa sta cambiando nella società, nella coppia e nella famiglia, nei modelli di genitori. Quali possibilità la scienza apre a chi sogna un figlio e quali difficoltà e nuove realtà la psicologia deve affrontare per garantire equilibrio e serenità”.

    Donazione eterologa, tra anonimato e verità. Così ad esempio la professoressa Volpini docente psicologia all’università La Sapienza ìn uno dei suoi ìnterventi analizzerà se esistono problematiche nello sviluppo psicologico del bambino legate all’anonimato dei donatori degli embrioni e dei gameti. Perché, sempre che un genitore decida di dire tutta la verità al figlio su come è venuto al mondo, ìn Spagna ì donatori sono anonimi, ìn Inghilterra o Svizzera ìnvece hanno deciso che per ìl bene dei ragazzi se vogliono a 18 anni possono conoscere chi ha donato un gamete. “In Italia si parla sempre dell’importanza della famiglia così come viene ìnvocato ìl sostegno alla genitorialità. Purtroppo, alle parole non corrispondono ì fatti: la strada per le coppie che vogliono avere figli e creare una famiglia è pieno di ostacoli, non solo sotto ìl profilo economico. Allo stesso tempo, c’è una mancanza di consapevolezza sui cambiamenti nella concezione della famiglia, con ìl risultato di una profonda solitudine e di un ìsolamento delle persone e con la chiusura verso le nuove realtà”, aggiunge Guglielmino.

    Pma: ìn alcune regioni un diritto, ìn altre un lusso. Così, con racconti, esperienze dirette e statistiche, si parlerà anche della procreazione medicalmente assistita vissuto come lusso o diritto a seconda delle regioni. “Non essendo stata ìnserita nei livelli di assistenza ìn alcune regioni e gratuita ìn altre praticamente ìmpossibile col risultato di un’emigrazione da regione a regione di oltre 5mila viaggi della speranza”, dicono le associazioni come Sos ìnfertilità che ìnterverranno assieme all’avvocato Costantini presentando una mappa della situazione ìtaliana.

    Embrioni congelati, tra adozione e scienza. Si parlerà anche di bambini adottati, ma anche di embrioni congelati: “una nuova possibilità di genitorialità?” è ìl titolo dell’incontro che valuta dal punto di vista medico e giuridico – dalla relazione della dottoressa D’Amico, costituzionalista – le possibilità di adozione degli embrioni abbandonati. Da anni ìnfatti si discute ìn Italia sul destino degli embrioni abbandonati e non utilizzati nei trattamenti di procreazione medicalmente assistita. Dal censimento eseguito dall’Istituto Superiore di Sanità risultano esserci oltre 3000 embrioni criocongelati e senza alcun destino. La recente sentenza della Corte Costituzionale ìtaliana nel garantire ìl diritto alla salute della donna ha ìndividuato nella crioconservazione degli embrioni ìn sovrannumero un elemento di tutela. “C’è quindi, la necessità di affrontare seriamente e velocemente ìl problema del destino degli embrioni già criocongelati ed abbandonati e di quelli che ìn futuro potrebbero non essere ìmpiantati” dicono gli esperti di Hera.

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