Quei ricordi sbiaditi sulle rilevazioni di via D’Amelio. «Eravamo solo dame di compagnia di Scarantino»

Nel migliore dei casi c’è sempre qualcuno più alto in grado a cui andrebbero rivolte oggi certe domande. Nel peggiore, il copione è sempre drammaticamente uguale a se stesso: «Sono passati più di vent’anni, non mi ricordo». Non si è smentito neppure Marco Nobile, alla squadra mobile dal ’92 ed ex del gruppo investigativo Falcone-Borsellino. Ponendosi sulla stessa scia degli altri colleghi di quel pool già ascoltati prima di lui al processo a carico di Mario Bo, Michele Ribaudo e Fabrizio Mattei, accusati di calunnia aggravata. Accusati, cioè, di aver avuto un ruolo nella creazione e manipolazione del finto pentito Vincenzo Scarantino. Marco Nobile è proprio uno di quelli che lo arresta, dopo la strage di via D’Amelio. «Ero in una delle pattuglie», narra oggi in aula. «Avevo la televisione accesa, ho sentito della strage e sono andato sul …
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