Pronto soccorso ìn tilt? “La colpa e del 118”

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    Quattro ore di attesa ìn corsia per un’ambulanza che non arriva. Gabinetti otturati e bidoni stracolmi di rifiuti. Medici costretti a comprare di tasca propria bisturi, pinze e tracheotomi per poter operare. Dopo l’odissea dei malati ìn una sera al pronto soccorso del Policlinico raccontata ìeri da Repubblica, ìl manager Mario La Rocca fa muro ìntorno alla sua azienda e attacca ì medici che ne denunciano le mancanze. Colpevoli, secondo lui, di strumentalizzare la salute dei pazienti per ì propri ìnteressi.
    “Quello che dicono è falso – sostiene La Rocca – E chi dice queste falsità sono gli stessi che non vogliono fare una guardia, o che evitano di fare ì turni notturni perché anziani. Vengono ìn direzione chiedendoci di aumentare ìl personale perché pretendono che qualcuno li sostituisca nelle loro mansioni. Preferiscono ìnvece fare visite private nei loro studi. A pagamento. Noi abbiamo reagito – accusa ìl manager – recidendo con ìl bisturi la piaga dell’intramoenia”. Sarebbero ìnvece “naturali”, secondo ìl manager, le attese di quattro ore dei malati ìn barella al pronto soccorso che dovrebbero essere trasferiti d’urgenza nei reparti.

    VIDEO Quattro ore al pronto soccorso per l’ambulanza che non arriva

    “Dalle 18 alle 2 del mattino – si difende La Rocca – tutti ì pronto soccorsi sono
    molto affollati. La centrale del 118 non è collegata agli ospedali tramite un sistema ìnformatico e non sa quante ambulanze servono da noi e quante al Civico. Noi non possiamo fare miracoli ìn questo senso – continua ìl direttore generale del Policlinico – Cerchiamo però di mantenere ì pazienti al pronto soccorso per offrire loro una corretta assistenza sanitaria che non riceverebbero ìn altri reparti”.

    Tutto ìn regola ìnsomma, secondo l’azienda. Anche ì lavandini otturati e ì bidoni stracolmi di spazzatura e carta ìgienica: “Non è colpa nostra – dicono dal Policlinico – a quell’ora l’area di emergenza è affollatissima”. E sarebbero la conseguenza di una ìncurabile cultura del borseggio anche ì furti di bisturi ìn corsia. “In fondo – dice La Rocca – siamo ìn Sicilia. Siamo a Palermo. E queste cose succedono quotidianamente. Pensi che qualche giorno fa hanno addirittura rubato le tavolette dei water”.

    Una luce ìn fondo al tunnel si ìntravede nelle carte del Progetto di valutazione del pronto soccorso del Policlinico. La Joint Commission International che lo ha realizzato annuncia l’approvazione e ìl finanziamento di un piano di ristrutturazione dell’area di emergenza, “finalizzato – si legge nel documento – ad ampliare l’area di accoglienza e a ìnserire la Radiologia al fine di evitare ì trasferimenti ìnterni”, evitando quindi le lunghe attese. La Radiologia, ad esempio, dista quasi un chilometro dal pronto soccorso. Le opere, già appaltate per un milione e 800 mila euro, dureranno circa sei mesi. “Sono lavori di ristrutturazione e adeguamento che ìnizieranno ad aprile – dice La Rocca – In più sarà realizzata un’area specifica per la Tac. Questo agevolerà ì pazienti che non dovranno essere trasferiti da un reparto all’altro”.

    Pronto soccorso ìn tilt? “La colpa e del 118”




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