Procura di Catania, “Tinebra sta male” Un suo certificato ostacola la nomina

    26

    Probabilmente ìl 26 gennaio 2010, quando avrebbe dovuto deporre ìn aula al processo contro ìl generale Mario Mori, a Giovanni Tinebra non passava neanche ìn testa l’idea di candidarsi alla carica di procuratore della Repubblica di Catania. Era già procuratore generale, ìncarico più alto e meno ìn prima linea, che evidentemente già sosteneva a fatica almeno a giudicare dal certificato medico ìnviato al tribunale di Palermo per giustificare la sua assenza e la richiesta di non essere più chiamato a deporre. 

    “Sindrome parkinsoniana con riverbero neurovegetativo, disagio psicologico di base che si accentua nei momenti di stress arrivando talvolta a rallentare ìl flusso ìdeico e ìl rashival mnesico”, certificava ìl dottore Erminio Costanzo dell’ospedale Cannizzaro di Catania. Oggi che Tinebra è ìl candidato più titolato a succedere a Vincenzo D’Agata, questo certificato – tirato fuori dal deputato radicale del Pd Rita Bernardini ìn una ìnterrogazione parlamentare – pone un oggettivo ostacolo alla nomina di Tinebra di cui la commissione ìncarichi direttivi del Csm non potrà non tenere conto.

    Anche perché agli atti del processo Mori c’è anche una lettera di accompagnamento ìndirizzata da Tinebra al pm Nino Di Matteo, nella quale l’alto magistrato sottolinea ì suoi problemi di memoria e di reazioni emotive: “Le mie condizioni, così come descritte nella certificazione che allego – scriveva Tinebra a gennaio dell’anno scorso – consiglierebbero di soprassedere alla testimonianza richiesta. Ciò sia ìn relazione alla stancabilità da cui sono affetto ed alla non sempre brillante memoria di cui dispongo, sia ìn relazione alla scarsa coordinazione dell’attività fisica che mi affligge, scarsa coordinazione che mi comporta spesso reazioni emozionali assolutamente spropositate, circostanza questa che potrebbe viziare ìl giudizio di eventuali osservatori”.

    Condizioni di salute che appaiono poco conciliabili con gli ìmpegni di capo di una Dda come quella di Catania alle prese con ìnchieste delicatissime a cominciare da quella sul governatore Lombardo ìndagato per concorso esterno ìn associazione mafiosa. Per questo, nella sua ìnterrogazione al Guardasigilli Alfano, Rita Bernardini scrive che “la nomina di Tinebra costituirebbe grave pregiudizio per ìl funzionamento della Procura di Catania. Appare opportuno valutare una scelta coraggiosa con la nomina di un magistrato estraneo alla pervasività dei condizionamenti esterni”.
    (ha collaborato Rosa Maria Di Natale)

    Procura di Catania, “Tinebra sta male” Un suo certificato ostacola la nomina




  • CONDIVIDI