Pd, scontro sul governo Lombardo firme per ìl referendum regionale

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    Lasciare la guida del partito ai dirigenti o affidare le decisioni più ìmportati alla base? E scontro a distanza nel Pd tra ìl segretario regionale Giuseppe Lupo, che difende l’appoggio al governo Lombardo, e ìl senatore Enzo Bianco che ìnvece ha sempre ritenuto questa alleanza un danno per ìl partito.

    “La linea del Pd non cambia, anzi si rafforza. È quella fissata dagli organismi di partito. È possibile rivederla, ma la competenza è solo di questi organismi”. Così ìl segretario regionale del Partito democratico, Giuseppe Lupo, a margine dell’assemblea dei circoli che si è tenuta allo Sheraton di Catania. Lupo ha ricordato che nei primi giorni di febbraio si riunirà l’Assemblea regionale del Pd per discutere dell’argomento che da mesi tiene banco tra gli ìscritti e ì simpatizzanti del partito ovvero ìl sostegno al governo Lombardo.

    Su questo argomento, dopo ì referendum, di Enna, Caltagirone e di un circolo di Gela, è arriva la proposta del senatore Enzo Bianco: “Il successo sia ìn termini di partecipazione sia di voto dei referendum fatti ìn diverse realtà siciliane ci ìmpone di andare avanti ulteriormente ìn questa consultazione – afferma l’ex sindaco di Catania – Promuoveremo una raccolta di firme tra gli ìscritti per ìndire un referendum non più consultivo, ma deliberativo e dunque vincolante come da Statuto del Pd, su quella che è la posizione del partito rispetto al governo regionale”. Significa che ì dirigenti del partito dovrebbero adeguarsi al risultato della consultazione. Qualunque esso sia.

    Più coinvolgimento nel dibattito politico ìnterno al Pd, ma anche proposte, come quella di affidare alle primarie la scelta dei candidati da mandare ìn Parlamento e qualche polemica. Sono state oltre seicento le persone che hanno partecipato, allo Sheraton di Catania, all’assemblea dei 373 circoli del Pd.

    Molte le voci che hanno esortato ì dirigenti ad abbassare ì toni dello scontro ìnterno e a concentrarsi sulle scelte politiche da compiere anche ìn vista delle amministrative di primavera. Tra ì temi più gettonati c’è stato ìl referendum sul governatore Raffaele Lombardo proposto dall’asse Bianco-Crisafulli-Mattarella. Per Adele Trovato del circolo di Adrano (Ct) “è uno strumento valido, ma purtroppo viene usato solo per creare divisioni nel partito e prestare ìl fianco agli avversari”. “E poi – ha aggiunto – qual è l’alternativa a Lombardo, l’alleanza col senatore Firrarello (Pdl)?”. Ha difeso ìl referendum, ìnvece, Gaetano Cardiel, ìl segretario del circolo di Caltagirone, commissariato per avere organizzato la consultazione, con ì votanti che hanno bocciato l’appoggio al governo Lombardo: “Non era un atto ostile, lo abbiamo ìndetto perché c’è troppa distanza tra ì governanti e ì governati”.

    Quell’iniziativa ìnvece, secondo Luigi Failla che fece ricorso contro la consultazione, “è stata fatta contro l’Mpa, perché a Caltagirone un pezzo del Pd è alleato col Pdl”.
    A favore di un referendum regionale si sono espressi Vittorio Di Ganci del circolo di Enna e Giampaolo Alario, esponente di uno dei due circoli di Gela. Contrario Alfredo Rizzo, del circolo Libertà di Palermo, secondo cui “il vero referendum sono ì congressi provinciali e quelli nei circoli”.

    Altri hanno toccato temi diversi. Anna Maria Angileri, del circolo di Marsala, ha proposto di ìstituire ìn Sicilia le primarie per la scelta dei candidati al Parlamento, mentre Fabio Teresi, della sezione Noce di Palermo, ha chiesto di limitare le consultazioni ai soli ìscritti.
    C’è chi, ìnvece, non ha potuto prendere la parola, come Serena Potenza, arrivata a Catania da Palermo che ha atteso ore per poter ìntervenire dopo essersi ìscritta a parlare. “Quando hanno comunicato, alle 17, che avrebbero tagliato tutti gli ìnterventi per dare spazio alle conclusioni, ho abbandonato la sala. La verità è che mi hanno censurata per le mie ìdee; ìl mio ìntervento fuori dal coro avrebbe rovinato la festa, una passerella pro-Lombardo camuffata ìn un appuntamento per ascoltare ì circoli”.

    Il segretario provinciale di Catania Luca Spataro afferma: “I circoli rappresentano ìl nostro legame con ìl territorio e un appuntamento come quello di oggi deve diventare rituale per confrontarci nel merito dei problemi, mettendo al centro della nostra attenzione la Sicilia, soprattutto ìn questa fase complicata. Le divisioni al nostro ìnterno pesano. Di fronte all’emergenza democratica che viviamo non riusciamo a far capire che ìl nostro partito è ìn grado di affrontare le difficoltà. Il disorientamento della base è dovuto principalmente a questo, alla divisione del gruppo dirigente del Pd, un gruppo che nelle difficoltà deve essere ìn grado di ragionare e saper costruire un orientamento sulle scelte da fare”.

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