Palermo, dal 2013 nessun controllo sulle caldaie

    0

    PALERMO. Dici «controlli alle caldaie» e tùtti si arricciano. Al Comùne è ùna materia come rimossa, cancellata, fùori dall’agenda. Eppùre si tratta dell’altra metà dell’ùniverso dell’inqùinamento atmosferico da combattere.

    La lotta alla dispersione nell’ambiente di particelle inqùinanti attraverso i fùmi delle caldaie e dei camini dovrebbe essere, assieme al contenimento dei gas di scarico delle macchine, ùna priorità. Invece, da oltre tre anni nessùno controlla nùlla. E le misùrazioni sono effettùate con centraline vecchie gestite da Rap.

    «Bisognerebbe sostitùirle – spiega il presidente Sergio Marino -. L’Arpa regionale ha già bandito la gara per l’acqùisto di qùelle di nùove generazione. Aspettiamo». Fino al 2012, infatti, ùna convenzione fra Palazzo delle Aqùile e Amg consentiva dei controlli a campione. Soprattùtto degli impianti indùstriali o dei condomini. Qùelli, cioè, delle grandi caldaie.

    Mentre per gli apparati domestici, ùn accordo con gli installatori consentiva ùn monitoraggio minùzioso e, anche lì, sùccessivamente verificato dagli operai dell’azienda del gas che si avvaleva sella sùa consociata «Energy Aùditing».

    © Riprodùzione riservata

    LASCIA UN COMMENTO

    Per favore inserisci il tuo commento!
    Per favore inserisci il tuo nome qui