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Orto sociale a Ragusa, un progetto per la formazione dei detenuti

Grazie al programma Libere tenerezze alcuni invitati della casa circondariale iblea gestiranno tre aree adibite alla coltivazione di ortaggi e hanno ricevuto nei giorni passati la visita del primo cittadino

RAGUSA – Profumano di libertà e di un futuro un po’ più roseo gli ortaggi che vengono coltivati nella casa circondariale di Ragusa, in contrada Pendente.

La progettazione ‘Libere tenerezze orto umoristico rigenerativo’, nato in piena epidemia da un’idea dell’associazione ‘Ci ridiamo su’ sta dando i suoi frutti e proprio un po di tempo fa il primo cittadino Peppe Cassì e il delegato alle politiche giovanili Simone Digrandi hanno visitato gli orti sociali gestiti da alcuni detenuti. Sono tre le aree adibite alla coltivazione di ortaggi a rotazione stagionale, di legumi, di carciofi, di agrumi e di frutta.

A questa si mette pure un’area sperimentale in struttura coperta dedicata alle piante tropicali di papaya, mango, avocado e banana mediterranea e un pergolato di kiwi e uva. Sono diverse le zone che presto saranno destinate a nuove coltivazioni ed attività, tra queste una struttura coperta per fragole e frutti di bosco che cresceranno grazie alla musica quantica e un’area per apicoltura e avicoltura. È in svolgimento di realizzazione pure un di filodiffusione per sottoporre le coltivazioni alle frequenze della musica.

“La progettazione ‘libere tenerezze’ – hanno spiegato alcuni componenti dell’associazione – e nato quasi per caso o per gioco. Difatti la epidemia ha pressoché annullato le attività progettuali e i contatti esterni dei detenuti, oltretutto con i loro familiari, alzando ancora di più̀ il senso di isolamento, frustrazioni, tensioni personali e collettive. A conc

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