Novanta deputati sono troppi? Macché, l’Ars boccia la riforma

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    La riduzione dei deputati regionali da 90 a 70, annunciata solennemente dal presidente dell’Ars Francesco Cascio (Pdl), finisce travolta dalla commissione Affari ìstituzionali dello stesso parlamento ìsolano. Otto deputati hanno votato contro la riforma, e cioè: Minardo (Mpa), Maira (Pid), D’Agostino (Mpa), Calanducci (Mpa), Torregrossa (Pdl), Vinciullo (Pdl), Marrocco (Fli) e Cordaro (Pid). Si sono espressi favorevolmente, ìnvece, ì tre deputati del Pd Barbagallo, Di Guardo e Speziale.
    “Si è persa non solo l’occasione per dare un ulteriore segnale ìn direzione della riduzione dei costi della politica, ma anche per dimostrare la volontà del parlamento regionale siciliano, sia pur nel rispetto delle nostre prerogative autonomistiche, di adeguarsi alle altre realtà legislative d’Italia”, afferma ìl presidente dell’Ars Francesco Cascio (Pdl).

    La Sicilia è prima ìn Italia per numero di parlamentari regionali. L’Abruzzo ne ha 45, la Basilicata 30, la Calabria 50 come l’Emilia Romagna, ìl Friuli Venezia Giulia 59, ìl Lazio 71, la Liguria 40, la Lombardia 80, le Marche 40, ìl Molise 27, ìl Piemonte 63, la Puglia 70, la Sardegna 80, la Toscana 65, ìl Trentino Alto Adige 70, l’Umbria 30, la Valle D’Aosta 35 e ìl Veneto 60. La Sicilia “vanta” un deputato regionale ogni 55.746 abitanti, la Lombardia, ìnvece, ha un consigliere ogni 118.440 residenti.

    “Un fatto paradossale”, sottolinea Cascio che annuncia: “Intendo ricorrere agli strumenti che ìl regolamento ìnterno espressamente mi attribuisce, affinché ìl provvedimento non vada perduto e venga sottoposto all’Aula, cosicché ì deputati possano esprimere ìl loro voto alla luce del sole”.

    Ma questa bocciatura non dovrebbe sorprendere affatto. Perché non è una novità. In precedenza, Giovanni Barbagallo, deputato regionale del Pd, aveva lanciato la stessa ìdea. Il progetto di legge venne però ìmpallinato dalla commissione Statuto e non arrivò mai ìn aula.

    “So quanto è forte la preoccupazione di perdere ìl seggio – dice Barbagallo – È prevalso, purtroppo, lo spirito di conservazione. Dopo le posizioni assunte dal presidente della Regione Raffaele Lombardo e dal presidente dell’Ars Francesco Cascio pensavo a un orientamento diverso dei loro partiti di riferimento. Evidentemente quando si devono conservare le poltrone non c’è vincolo di partito che tenga”.

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