Non esiste un “caso” Pastore, ma poco ci manca

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    Pastore Forse tre indizi non fanno una prova, ma sicuramente portano a riflettere.
    Primo indizio: durante la gara Palermo-Sparta Praga, Fabrizio Miccoli, entrato nella ripresa al posto di Pinilla, manda più volte a quel paese Pastore, reo, confiderà il Romario del Salento nel dopo gara, di non passare la palla e intestardirsi in inutili dribbling.
    Rossi fa il pompiere: “Miccoli è un leader, se riprende qualche suo compagno lo fa solo per il gruppo”.
    Secondo indizio: tra il primo e il secondo tempo della gara Palermo-Parma, Pastore viene sostituito da Pinilla, ma rientra comunque con i compagni per sedersi in panchina.
    Sembrerebbe tutto in ordine, se non fosse che al gol di Miccoli, quello del 2-1, tutta la panchina schizzi in volo per festeggiare tranne El Flaco che rimane seduto e impassibile con lo sguardo fisso nel vuoto.
    Terzo indizio: durante la gara tra Bari e Palermo, subito dopo il fortunoso gol di Ilicic, la regia televisiva manda in onda un replay dal basso che mostra sullo sfondo il portiere Padelli disperato per la rete subita e in primo piano, spostato sulla destra, Pastore tornare mestamente a centrocampo, aggiustandosi il pantaloncino, esattamente come dopo un gol subito.
    La domanda, anzi le domande, nascono allora spontanee.
    Che succede al Flaco? Che ne è della goia sudamericana del maleducato del calcio? Sono veri i rumors che parlano di una rottura tra l’argentino e Miccoli? Di questo passo il rischio è di cominciare l’anno nuovo con un caso Pastore.




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