Muffe e parassiti, a rischio la pianta più grande d’Europa

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    Il ficus più grande d’Europa rischia di perdere il proprio primato a causa di un attacco fungino, ovvero muffe e parassiti che mettono a repentaglio il più grande monumento vegetale, meta di turisti e di appassionati.
    Ai piedi di questa grandiosa cattedrale verde al centro della Villa Garibaldi, a piazza Marina, si sono riuniti esperti e specialisti della Società italiana di arboricoltura, sezione nazionale della onlus nata negli Usa.
    Come al capezzale di un malato illustre, i patologi delle piante, insieme a agronomi e botanici, attendono il disegno tridimensionale dei laser scanner per valutare con maggiore precisione le misure da compiere per la salvaguardia dell’enorme albero.

    L’impresa non è affatto semplice, proprio per questo sono dovuti intervenire anche i “tree climbers”, arrampicatori di alberi: il ficus magnolioides, infatti, è famoso per l’intreccio di rami e radici che rendono più difficili le operazioni di diagnosi e se ce ne fosse bisogno di potatura.
    Inoltre, i 25 metri di altezza, i 19 metri di diametro del tronco e gli 11mila metri quadri di chioma rendono necessarie le operazioni di tutela ambientale e salvaguardia dell’incolumità pubblica, poiché la caduta di un ramo che pesa diversi quintali può procurare gravi danni.
    Non va dimenticato che lo scorso ottobre nei Giardini inglesi, a causa del mal tempo, due grossi rami si sono staccati da due altri grandi ficus non provocando nessun danno sol perché il giardino in quei giorni era chiuso.
     
    Secondo gli esperti la preziosa pianta non ha bisogno di ricostituenti o di una sconsiderata potatura: i primi la farebbero crescere a dismisura, mettendo ulteriormente a rischio l’incolumità dei passanti e delle case vicine, la seconda invece metterebbe a serio rischio la bellezza e l’importanza culturale di una pianta di così grande valore.

    “Tecnicamente è stato un errore piantarlo qui, ma allora non si poteva avere l’idea di che cosa potesse diventare.
    Adesso il ficus è come un’opera d’arte”, afferma Giuseppe Barbera, direttore del dipartimento di Colture arboree dell’Università di Palermo.
    Era difficile ipotizzare o immaginare che un piccolo alberello proveniente dall’Australia e piantato nel 1863 nella villa Garibaldi, dopo un secolo e mezzo diventasse la più grande pianta d’Europa.
    Emmanuel Nocera

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