Messina, 50enne muore per un ictus: donati gli organi

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Messina, 50enne muore per un ictus: donati gli organi
Messina, 50enne muore per un ictus: donati gli organi

Subito trapiantato il cuore di un cinquantenne, deceduto nelle ultime ore dopo un ictus al policlinico universitario “Gaetano Martino” di Messina. La famiglia ha rispettato la volontà del congiunto, favorevole alla donazione ma che non aveva fatto in tempo ad inserire il consenso sulla sua carta d’identità.

La generosità dell’uomo è stata ricordata anche dai colleghi di lavoro. Grazie al gesto della famiglia che ne ha rispettato la memoria, si potranno salvare sei vite. Il cuore è stato subito trapiantato all’ospedale di Padova, il fegato trasferito all’Ismett di Palermo, i reni ai policlinici di Catania e Genova e le cornee alla banca degli occhi di Mestre.

Si tratta del terzo prelievo multiorgano, eseguito dall’inizio dell’anno al policlinico di Messina, pronto ad attivare la macchina organizzativa. “Nonostante il grande dolore – ha detto il direttore sanitario dell’ospedale messinese, Antonino Levita – la famiglia ha ricordato immediatamente le volontà del proprio caro,  non esitando a dare il consenso. I parenti hanno voluto ringraziare il personale per quanto fatto. All’équipe guidata da Francesco Puliatti, coordinatore del centro per la donazione e trapianto di organi e tessuti  del nostro ospedale, rivolgo anche il mio personale riconoscimento. Un particolare ringraziamento anche alla collega Stefania Torrasi, psicoterapeuta,  che ha saputo assistere la famiglia in un momento così delicato”.

Si apre un anno  positivo per la donazione. “Nonostante il 2020 sia appena iniziato – prosegue Levita –  i numeri degli espianti sono rilevanti. Il segno che, con l’aiuto di tutti, enti, associazioni, mass media stiamo lavorando nella giusta direzione per accrescere la cultura della donazione”.

Una quarta donazione infatti, si era stata registrata nei giorni scorsi. Dopo il consenso espresso ai medici dai parenti, purtroppo dopo i controlli degli organi, non è stato possibile procedere all’espianto per questioni cliniche legate alla sicurezza dei pazienti riceventi. “Una conferma – conclude il manager – di come  i nostri controlli funzionino ed i protocolli seguiti siano sicuri”.