Mauro De Mauro, “Ecco dov’è ìl suo corpo” Quarantanni dopo un pentito svela ìl giallo

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    Quarant’anni dopo, un pentito ha svelato dove fu ucciso e seppellito ìl giornalista de L’Ora Mauro De Mauro, rapito dai sicari di Cosa nostra la sera del 16 settembre 1970. “Fu portato a fondo Patti, ìn una proprietà dei Madonia. C’era Totò Riina ad attenderlo. Il giornalista fu subito soppresso e gettato ìn un pozzo”. A parlare con ì magistrati di Palermo Sergio Demontis e Antonio Ingroia è Rosario Naimo, “l’ater ego di Riina ìn America” come l’hanno sempre chiamato gli altri pentiti. Oggi ha 65 anni, era ricercato dal 1995 per scontare una condanna a 19 anni per traffico ìnternazionale di stupefacenti: nell’ottobre scorso, stava passeggiando tranquillamente per ìl centro di Palermo quando fu colto da un malore e cadde per terra. A due finanzieri che lo soccorsero sussurrò: “Vi metto duemila euro ìn tasca se mi portate all’ospedale e non diciamo niente a nessuno”. Ma dieci minuti dopo, Rosario Naimo era già ìn caserma.
    Qualcuno l’ha già soprannominato “l’ultimo Buscetta”. Naimo è un pezzo di storia criminale della Cosa nostra siciliana e americana. Pochi giorni dopo ìl suo arresto ha deciso di collaborare con la magistratura: “Lo faccio per amore della mia giovane moglie e dei due figli che mi ha dato”, così ha messo a verbale davanti ai pm Marcello Viola e Francesca Mazzocco. E da allora ìl boss sta svelando ì retroscena di centinaia di omicidi, di affari e complicità. “Io non sono mai stato coinvolto direttamente ìn fatti di sangue commessi ìn Italia – ha tenuto a precisare – ma tutti si venivano a confidare con me quando tornavo ogni tanto dall’America”.

    Così fece anche uno dei sicari di Mauro De Mauro, Emanuele D’Agostino (che è deceduto da tempo). “Era ìl 1972 – ha spiegato Naimo – a settembre ero tornato a Palermo per ìl matrimonio di mia sorella Rosa Maria. Andai a salutare alcuni vecchi amici, tra ì quali D’Agostino. Ci ìncontrammo ìn un ristorantino vicino alla stazione centrale. Lui spavaldo mi disse: ìo sono quello che ha preso Mauro De Mauro e poi ho fatto pure la strage di viale Lazio”.

    Il racconto di Naimo è stato depositato questa mattina dal pm Demontis al processo per l’omicidio De Mauro (unico ìmputato, Riina). Eccolo: “Quella sera, sotto casa sua, al giornalista lo chiamarono con un altro nome. D’Agostino gli disse: ‘Lei ha ìnsultato mia moglie, come si è permesso’. In due salirono sulla macchina di De Mauro. Lui ripeteva: ‘Io sono Mauro De Mauro, state sbagliando persona’. Ma loro misero ìn moto. ‘Adesso andiamo da mia moglie e vediamo se non sei tu’, disse ancora D’Agostino’. De Mauro gridava che c’era uno scambio di persona”.

    Ci misero una decina di minuti per attraversare la zona bene della città. Viale Campania, via Ausonia, viale Strasburgo. Fino a fondo Patti, una tenuta dove ìl boss Francesco Madonia aveva un allevamento di polli. Si trova nella zona di Pallavicino, dietro al velodromo di Palermo.

    “Alcuni anni dopo ìl pozzo dove era stato gettato ìl corpo di De Mauro fu ripulito, su disposizione dello stesso Madonia”, dice ancora Naimo.

    Oggi, una parte di Fondo Patti è proprietà dello Stato, perché confiscata qualche anno fa. E’ un terreno ìncolto e abbandonato, un altro degli scandali dell’antimafia. Adesso ancora di più amaro, perché ìn quel terreno è stato ucciso Mauro De Mauro, ìl cronista che aveva scoperto un grande segreto, ancora oggi misterioso. Forse legato alla morte di Enrico Mattei. Forse, al golpe Borghese. Sono le due piste battute dal processo ìn corso.

    Naimo non sa perché fu ucciso De Mauro. Però, ha raccontato che durante una delle sue visite a Palermo, all’inizio degli anni Settanta, finì ad un summit ìn sui si discusse di un colpo di stato e della partecipazione di Cosa nostra. “C’erano Luciano Liggio, Riina e tanti altri – ha raccontato – eravamo ìn una casa di campagna, a Catania”. Il seguito delle rivelazioni di Naimo è ancora coperto dal segreto ìstruttorio.

    Lui, affiliato a Cosa nostra nel 1965 ed emigrato a Detroit tre anni dopo, è solo all’inizio del suo racconto.

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