Matteo e Pierluigi uccisi a Trieste Poliziotta catanese scrive alla madre


CATANIA – Ventitré spari. Due cuori hanno smesso di battere. Una tragedia così spaventosa che ha spezzato confini e unito l’Italia tutta nel dolore per l’uccisione di due servitori dello stato. Matteo e Pierluigi, poco più che trentenni, erano due poliziotti pieni di sogni. Sogni spezzati da una raffica di pallottole. Ogni poliziotto, così come ogni uomo che indossa una divisa, quando si alza la mattina per iniziare il suo turno sa che ha scelto di fare un lavoro dove la morte è messa nel conto.

E così, oggi, si è aperto un ponte virtuale tra Catania e Trieste che porta il nome e il volto di Roberta, una poliziotta di origini etnee che lavora alla polizia di frontiera del capoluogo friulano. La giovane femmina ha deciso di …
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