Mafia, sangue e uomini d’onore Ammissioni, condanne, motivazioni


CATANIA – Ci sono sentenze che diventano uno spartiacque. Uno spartiacque giuridico, e (forse) anche storico per i processi di mafia. Quella della Corte d’Assise d’Appello di Catania che ha inflitto 30 anni ai due killer di Cosa nostra Orazio Magrì e Daniele Nizza lo è, privo di se e privo di ma. Le motivazioni, di poche decine di pagine, fanno capire come la criminalità organizzata catanese abbia cambiato pelle (e gerarchia) negli ultimi dieci anni. È necessario andare oltre il bianco e nero delle parole dei giudici, oltre una vincente strategia difensiva, oltre il freddo calcolo di una condanna per tre omicidi.

Partiamo dal profilo dei due imputati. Daniele Nizza è ritenuto un mafioso di razza. Diretto, implacabile, spiccato carisma al crimine. Il suo tallone d’Achille? Il fratello Fabrizio, …
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