Mafia, Nicosia davanti al Gip di Palermo: le mie erano soltanto millanterie

Sostiene di aver millantato un potere che non aveva Antonello Nicosia, esponente dei Radicali Italiani arrestato lunedì per associazione mafiosa. L’indagato ha risposto al gip che deve convalidare il provvedimento di fermo emesso dai pm a suo carico e verso del boss di Sciacca Accursio Dimino e di tre presunti favoreggiatori mafiosi. Nicosia, che oltre a parlare di progetti di estorsioni e omicidi, entrava nelle carceri per avere contatti coi boss, sfruttando il ruolo di collaboratore parlamentare della deputata Giusy Occhionero, ha sostenuto che quelle registrate dalle microspie degli inquirenti erano solo millanterie e che nessuna azione concreta aveva mai fatto seguito alle “chiacchiere” registrate. Nicosia ha poi definito “inopportune” le parole offensive usate verso il giudice Falcone e le espressioni di stima riservate al boss latitante Matteo Messina Denaro.

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