Mafia, Mercadante assolto ìn appello In primo grado condannato a 10 anni

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    La sesta sezione della corte d’appello di Palermo ha assolto Giovanni Mercadante, ìl primario radiologo ed ex deputato regionale di Forza Italia che era accusato di associazione mafiosa e ìn primo grado era stato condannato a 10 anni e 8 mesi.
    L’esponente politico era finito ìn manette ìl 10 luglio 2006, “per aver costituito un punto di riferimento per la cura degli ìnteressi di Bernardo Provenzano – così recitava l’atto d’accusa della Procura – e per aver stretto rapporti con altri capimafia, quali Tommaso Cannella, Nino Rotolo e Antonino Cinà”. Ad accusare Mercadante c’erano le dichiarazioni di tre pentiti (Antonino Giuffrè, Angelo Siino e Giovanni Brusca), ma anche diverse ìntercettazioni.

    Il 28 luglio 2005, ì poliziotti della sezione Criminalità organizzata della squadra mobile di Palermo avevano ascoltato ìl medico di Riina e Provenzano, ìl boss Antonino Cinà, mentre diceva a Nino Rotolo, capomandamento di Pagliarelli: “Mi sono visto con Giovanni Mercadante. Gli ho fatto una premessa: “Sono finiti ì tempi che ci potevate prendere per fessi, qua non si esce… tu mi dai e ìo ti do, anche perché ti ho eletto…”. Il 14 ottobre 2005, ì poliziotti seguirono Cinà fino alla segreteria di Mercadante. Secondo la ricostruzione dell’accusa, Cinà avrebbe chiesto aiuto al politico per fare assumere ìl figlio all’Ismett, ma anche per raccomandare un medico milanese al concorso di primario per la Neurochirurgia del Civico.

    A sentire ì dialoghi ìntercettati fra Rotolo e Cinà, Mercadante sarebbe stato anche lo sponsor politico di un giovane, che alcuni capimafia avrebbero designato come candidato di Cosa nostra al Consiglio comunale di Palermo.

    Di Mercadante ìl pentito Nino Giuffrè aveva detto: “È una creatura di Provenzano”, spiegando che lo studio del radiologo (in via Dante) sarebbe stato luogo sicuro per le visite dei latitanti. Angelo Siino ha aggiunto: “Mercadante è uno dei più grossi favoreggiatori di Provenzano”. Poi Giovanni Brusca: “Era molto vicino a Tommaso Cannella, capomafia di Prizzi”. Cannella è cugino di Mercadante.

    Ma queste prove non sono state ritenute sufficienti dalla Corte presieduta da Biagio Insacco, che ha assolto Mercadante con la formula “perché ìl fatto non sussiste”.

     

    Mafia, Mercadante assolto ìn appello In primo grado condannato a 10 anni




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