Mafia, appalti e parentele: ecco perchè è stato sciolto il Comune di Mezzojuso

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Mafia, appalti e parentele: ecco perchè è stato sciolto il Comune di Mezzojuso
Mafia, appalti e parentele: ecco perchè è stato sciolto il Comune di Mezzojuso

Mezzojuso (PALERMO) – Avevamo chiesto la sospensione del provvedimento al Tar e l’udienza era stata fissata per il 12 febbraio. Dopo che ieri è stato notificato il decreto di scioglimento con la relazione della prefettura il legale chiederà un rinvio per motivare la richiesta». Lo dice Salvatore Giardina ex sindaco di Mezzojuso (Pa) sciolto per mafia lo scorso dicembre dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale del decreto di scioglimento e la relazione di 241 pagine firmata dal prefetto Antonella De Miro che si basa sui risultati dell’indagine della commissione prefettizia che si era insediata il 5 giugno scorso per esaminare gli atti dell’ente.

La vicenda ha avuto risalto sui media per le denunce delle sorelle Irene, Marianna e Ina Napoli che dicono di aver subito minacce e pressioni mafiose per cedere la loro azienda di 90 ettari tra Corleone e Mezzojuso accusando l’amministrazione comunale e parte dei cittadini di non averle appoggiate nella battaglia antimafia.

Nella relazione è scritto che la vicenda mediatica – il programma Non è l’arena di La 7 ha condotto una campagna a favore delle sorelle Napoli – ha influito sull’accesso agli atti al comune dopo che l’ex sindaco Giardina dal palco montato nella piazza comunale per una diretta di Non è l’arena aveva ammesso di essere andato ai funerali del mafioso Nicolò La Barbera. L’ex sindaco aveva poi rettificato dicendo che quel giorno non era a Mezzojuso. Ma secondo una relazione dei carabinieri Giardina, che all’epoca era assessore comunale all’Istruzione, era passato dal cimitero dove si trovava il morto coi familiari.
Nella relazione si tratteggiano tutta una serie di irregolarità amministrative, anche in tema di legislazione antimafia, e si mettono in risalto parentele di amministratori o consiglieri, o impiegati comunali con esponenti mafiosi, o persone accusate di mafia. L’intreccio di legami e rapporti influiva pure sulla gestione di alcuni appalti. «Continuerò ad avere la massima fiducia nelle Istituzioni e nello Stato Italiano e mi rivolgerò a tutte le sedi in mia difesa – dice Giardina – Leggeremo con molta attenzione i punti contestati e garantisco che riusciremo a smentire le contestazioni e le accuse che ci sono state mosse».