L’ultima cena con l’assassino Il film horror dell’omicidio


CATANIA – La sua ultima sera Emanuele Di Cavolo l’ha trascorsa a casa di Ninuzzu Barbagallo. Invitato a cena dal suo presunto assassino. Colui che, insieme a Samuele Cannavò, l’avrebbe portato nelle campagne di Ramacca in piena notte per ucciderlo. Lì, in contrada Gaeto, uno dei killer ha sparato con una 38 special. Emanuele ha provato la fuga, ma una delle pallottole lo ha preso alla schiena. È caduto. I due assassini hanno raccolto delle pietre e lo hanno colpito ripetutamente al volto, fino a renderlo irriconoscibile. È deceduto “per arresto cardio-circolatorio e respiratorio consecutivo a gravi lesioni encefaliche”, si legge nel referto dell’autopsia. E mentre i militari dell’arma cercavano di dare un volto a quel cadavere dalla faccia fracassata, la mamma di Emanuele Di Cavolo componeva il numero di Barbagallo in cerca di suo …
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