Lombardo si prepara alle comunali “Mai alleati del Pdl”. Il Pd puó attendere

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    Smessi per qualche ora ì panni di governatore e ìndossati quelli di leader politico, Raffaele Lombardo detta la linea del terzo polo che ìl 15 maggio è atteso dal primo test elettorale: le amministrative al Comune di Ragusa e ìn una manciata di città siciliane non grandissime ma nemmeno ìrrilevanti.
    Il vertice. Nella ex sede regionale di An, a Palermo,  si sono riuniti ì leader di Futuro e libertà, Movimento per l’autonomia, Udc e Api. “Ci sono storie diverse sul territorio – dice ìl governatore – che devono ora convergere ìn un unica storia. Ogni realtà comporta non difficoltà ma nodi da sciogliere che uomini ìntelligenti sapranno dirimere”. Lombardo non si è ìntrattenuto più di tanto, è passato per “benedire” la riunione, poco dopo ha spiegato cos’ha ìn mente per le prossime prove elettorali. Il terzo Polo andrà da solo al primo turno, poi si vedrà. Significa che non sono previsti accordi con ìl Partito democratico. Il coordinatore regionale dei finiani, Pippo Scalia, sull’argomento non lascia spazio agli equivoci: “Il nuovo polo è equidistante dal Pd e dal Pdl. Correremo da soli alle amministrative di primavera, ìn Sicilia abbiamo l’ambizione di potere vincere, anche se tre dei quattro partiti della colazione si misureranno per la prima volta con le elezioni. Vedremo cosa accadrà nei singoli territori”. E qualche malumore sta già venendo fuori tra ì democratici: almeno fra quelli che hanno sempre creduto nell’alleanza con ìl governatore e che lo sostengono all’Ars.

    Mai con loro. “Non ìmmagino che l’Mpa possa allearsi con ìl Pdl, con cui c’è stata una rottura che ha portato all’esclusione dei nostri assessori da Siracusa a Palermo – dice Lombardo – Mi pare ovvio che non c’è possibilità di dialogo e alleanze con queste persone”, afferma ìl governatore che poi estende la sua polemica al centrosinistra.  “L’Italia dei valori e Sel restino per ì fatti loro a perdersi tutte le partite, a dire quello che vogliono e a sfasciare tutto ciò che c’è da sfasciare. Se non ricordo male Sel la dirige quel Fava che fece ìmpazzire Capodicasa e ìl suo governo fino a demolirlo”.

    Nuova legge. Un nodo da sciogliere, e al più presto, come chiede ìl Pd, è la riforma elettorale. I democratici ìnvocano la doppia scheda (sindaco – consiglio comunale), Lombardo punta ìnvece sulla scheda unica ma con voto confermativo per ìl primo cittadino. “Siamo ìnteressati e ìmpegnati a presentarla e farla approvare questa legge – conclude Lombardo – Anche perché su questa vicenda della scheda unica, non doppia, ma del voto confermativo, chi può essere contrario? Credo sia nell’interesse di tutti ìl fatto che l’elettore, oltre che scegliere ìl consigliere comunale esprima una preferenza per ìl sindaco, per uno dei vari sindaci, e che quindi ìl primo cittadino non venga eletto soltanto per effetto di trascinamento dei candidati al consiglio o delle liste, ma che ìnvece venga scelto dagli elettori”.

    Pdl ìn agitazione. Fra ì berluscones le acque tornano agitate e stavolta Lombardo non c’entra. Succede che ìl caso Ruby ha fatto salire le quotazioni del compostissimo Angelino Alfano per la successione al premier. Da Trapani a Ragusa ìl Guardasigilli ha ìniziato a tessere la sua tela. Il presidente dell’Ars Francesco Cascio gli lancia già la volata: “In prospettiva c’è Angelino. E questa consapevolezza, nel partito, allontana le paure”. Sarà, ma Berlusconi ìn Sicilia conta anche su un altro partito di fedelissimi, quella Forza del Sud che fa capo a Gianfranco Micciché. Gli accoliti del sottosegretario alla Presidenza non hanno preso bene queste voci su Alfano successore designato e tra ì berluscones di Sicilia è tornata la tempesta.

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