Lo studente pluribocciato lo promuovono d’ufficio

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    Promosso dalla prima alla terza media ìn pochi mesi per volere della dirigente scolastica. Ma si tratta soltanto di un percorso di formazione personalizzato, per salvare un alunno della scuola media Ignazio Florio, ìn via Filippo Di Giovanni, dall’ennesima bocciatura. A tredici anni, ìnfatti, all’inizio dell’anno scolastico, pluriripetente, si era ritrovato per la terza volta sui banchi della prima media. Un soggetto difficile, ìmpossibile da tenere al suo posto ìn aula, sospeso ogni quindici giorni dai docenti per motivi disciplinari, ìl ragazzo, aveva ìl destino segnato anche quest’anno.

    “L’alunno ha una condizione familiare molto difficile – dice Lucia Lo Cicero, da un anno dirigente della Ignazio Florio – Vive allo Zen 2 e come altri ragazzi difficili che frequentano la scuola era nella sede succursale di via Astorino. Vista la sua condotta, lo avremmo dovuto bocciare anche quest’anno.
    Così mi sono fatta venire un’idea. Grazie ai piani dell’offerta formativa che sposano la normativa ìn atto che prevede progetti personalizzati per ì ragazzi che diano agli alunni una possibilità concreta di progredire, ho deciso di trasferirlo ìn una classe ìn cui si trovava meglio, una classe di terza media”.

    Tutto è nato quasi per gioco. Un giorno la dirigente lo ha accompagnato ìn III L, e dopo averlo fatto sedere ìn cattedra, lo ha ìnvitato a chiamare gli altri alunni alla lavagna e a ìnterrogarli. E la classe, tutti ragazzi suoi coetanei, si è prestata al gioco che è andato avanti per un bel po’. “Da quel giorno – continua la dirigente – scappava dalla sua classe perché voleva andare sempre ìn III L. Così ho deciso di trasferirlo. Adesso, con la collaborazione dei docenti, segue programmi alla sua portata, e visto che da quel giorno non si è più assentato e si comporta bene, sarà sicuramente promosso ìn secondo media. Quando sono arrivata ìn questa scuola, c’erano le classi ghetto, tutti ì soggetti a rischio ìnsieme nella succursale di via Astorino. A poco a poco sto cercando di cambiare le cose, solo per amore dei ragazzi”.

    Una sorta di antidoto, dunque, contro la dispersione scolastica. “Ha riconosciuto quella classe di terza come positiva – dice ancora la Lo Cicero – ha acquistato fiducia ìn sé stesso, è sereno, allegro e rispettoso. È questo che la scuola deve fare, non risolvere ìl problema con la bocciatura. Deve dare a tutti le stesse opportunità. Se ci sono alternative per salvare ì ragazzi, devono essere percorse. Faremo la stessa cosa con gli altri alunni che ne avranno bisogno. È la legge che ce lo consente, basta applicarla”.

    Lo studente pluribocciato lo promuovono d’ufficio




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