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L’Etna e i suoi gioielli: la leggendaria Grotta del gelo

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CATANIA. La Grotta del Gelo e certamente la cavità di origine vulcanica più conosciuta dell’Etna, si e formata a circa 2040 metri s.l.m, sul versante nord-occidentale dell’Etna, in territorio di Randazzo, ed ha uno sviluppo di all’incirca 125 metri e un dislivello di metri 30 circa. La sua formazione avvenne probabilmente verso la 1ª metà del XVII secolo, vale a dire qualche decina di anni dopo la fine dell’eruzione che in differenti fasi e per dieci anni circa (1614-1624) interessò il versante settentrionale dell’Etna e creò l’immensa spianata lavica a corde dei “Dammusi”, che costituisce lo straordinario prodotto di questo evento che ha modellato l’orografia di questo immenso territorio etneo, in perenne movimento e mutamento. La grotta si formò a monte e si apre precisamente nella parte iniziale di questa famosa colata lavica, dunque, essa rappresenta un caratteristico esempio di cavità ipogea originata da meccanismi eruttivi, essendo stata prodotta dal parziale svuotamento di una colata lavica, ed e abbastanza singolare per la notevole ampiezza che supera quella media delle comuni grotte laviche. Sono una grotta di scorrimento lavico che segue un processo evolutivo che ha origine dalle colate laviche, le quali scorrendo lungo le pendici del vulcano, alle volte si creano dei percorsi per così dire paralleli. La parte esterna, poichè a contatto con l’atmosfera, tende a raffreddarsi e a solidificarsi prima, mentre il flusso lavico all’interno della colata mantiene il suo calore e continua a scorrere come in una galleria, sino a quando viene alimentato. Quando la colata incomincia ad estinguersi e pertanto il flusso non riceve più propulsione, la linea di comportamento si svuota e appunto, lascia il posto ad una grotta di scorrimento lavico.


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Livesicilia Catania

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