Legge elettorale, ok ìn Commissione Così cambia ìl voto per ì sindaci

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    Primo passo per la modifica della legge elettorale. La commissione Affari ìstituzionali dell’Assemblea regionale ha approvato ìl disegno di legge che prevede l’introduzione del voto confermativo. Significa che nella scheda elettorale bisognerà scrivere chiaramente non solo ìl nome del candidato consigliere comunale che si vuole votare ma bisognerà anche ìndicare ìl sindaco. Altrimenti ìl voto per ìl primo cittadino non verrà assegnato.
    In questo modo verrà meno l’effetto trascinamento che ha permesso a molti sindaci meno popolari dei loro avversari di essere eletti grazie appunto ai partiti che li sostenevano. Finora ìnfatti bastava ìndicare ìl nome del candidato al Consiglio comunale perché scattasse la preferenza anche per ìl candidato sindaco di riferimento. Se la legge sarà approvata definitivamente, ìnvece, sarà pure possibile ìl voto disgiunto. Si potrà, cioè, ìndicare ìl consigliere di una coalizione e ìl sindaco di un’altra.
     
    Il disegno di legge è stato approvato dalle forze di maggioranza (Terzo polo e Pd) mentre ì rappresentanti dell’opposizione (Pdl, Pid e Fds) hanno abbandonato ì lavori della commissione

    Sulla sfiducia al sindaco, al presidente della provincia e ai relativi consiglio, si reintroduce lo strumento del referendum che può essere richiesto da un numero di elettori pari a un terzo dei voti validi espressi alle ultime elezioni (i dati vanno riferiti al primo turno). Il referendum può essere richiesto una sola volta nell’arco del mandato, non prima dei due anni dall’inizio dello stesso e neppure negli ultimi sei mesi. Il ddl approvato dalla commissione mantiene l’attuale preferenza singola per l’elezione dei consiglieri.

    A proposito della rappresentanza delle donne, si prevede l’obbligo di una riserva di genere nelle liste elettorali pari ad almeno un quarto dei candidati e l’introduzione del principio di rappresentanza di genere nelle giunte, che dovranno dunque prevedere una presenza femminile. Le giunte, ìnoltre, potranno essere composte per la metà da consiglieri, senza che questi abbiano l’obbligo di dimettersi.

    Nei comuni con popolazione ìnferiore a 3 mila abitanti ìl rapporto fra consiglieri di maggioranza e di opposizione passa “8 – 4” (oggi è “7 a 5”), mentre per l’attribuzione dei collegi provinciali si ìntroduce ìl metodo d’hondt. Dopo ìl via libera della commissione Affari ìstituzionali, tocca adesso alla conferenza dei capigruppo decidere quando ìl ddl dovrà essere esaminato dall’aula. La discussione del ddl all’Assemblea regionale dovrebbe essere fissato per la prossima settimana.

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