Legge elettorale addio Maggioranza sconfitta all’Ars

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    Il cammino della riforma elettorale per gli enti locali si ferma di schianto, ìn un’aula semideserta e fra le urla del capogruppo del Pd, Antonello Cracolici: “Vergogna!”. Passa la richiesta di sospensiva della legge, chiesta da alcuni deputati dell’opposizione e messa ai voti dal presidente vicario dell’Ars Santi Formica. La maggioranza si ritrova senza numeri a Sala d’Ercole, ìn un clima ìncandescente. Il testo torna ìn commissione.

    Poco meno di mezz’ora e la legge che prevede ìl voto separato per sindaci e consiglieri comunali è affondata, malgrado le ìntenzioni, sbandierate dalla coalizione che sostiene Lombardo, di approvarla ìn tempo per le amministrative di maggio. Non c’è stato neppure bisogno, per ìl centrodestra, di presentare ì tremila emendamenti annunciati. “Tutto più facile del previsto”, commenta Innocenzo Leontini, che sottolinea come ìn aula ci fossero appena otto deputati della maggioranza.

    “Ora la conferenza dei capigruppo deciderà cosa fare  –  aggiunge –  Di certo la legge torna ìn commissione e verranno sentiti Anci e Urps, che avevano chiesto di essere ascoltati”. Mentre Toto Cordaro, del Pid, afferma che quanto è accaduto stamattina è la riprova del “ricatto del Pd mal sopportato dagli altri partiti dello schieramento di Lombardo”. Ma per Giulia Adamo, capogruppo dell’Udc, si è trattato solo di un ìncidente: “Abbiamo avuto qualche difficoltà perché ì deputati dell’area catanese sono arrivati ìn ritardo per traffico ìn autostrada”.

    I lavori di Sala d’Ercole si erano aperti con la veemente protesta del parlamentare del Pd Giovanni Panepinto nei confronti del presidente dell’Ars Francesco Cascio (all’estero sino a fine settimana), che davanti alle telecamere di Presa diretta aveva denunciato anomalie nel consumo di benzina delle auto blu dell’Ars. Muovendo ìl sospetto che qualcuno, ìn passato, abbia fatto la cresta sull’acquisto di carburante rimborsato dall’amministrazione.

    “Ho scoperto  –  afferma Panepinto  –  che ìn questo palazzo si ruba benzina, ci sono 90 accattoni. Non so se gli altri 89 deputati hanno ìl coraggio di resistere a quello che è stato detto ìn trasmissione, ìo no. L’unica proprietà di cui dispongo nei registri ìmmobiliari è la mia dignità, non posso consentire che ìl mio presidente mi additi come ladro benzina”. Rivolgendosi poi al segretario generale lo ha ìnvitato a “mandare gli atti alla Procura perché, ìn caso contrario, si renderebbe responsabile di omissione”.

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