Le maestranze di Cosa nostra per la diga di Blufi. Le rivelazioni di Riggio e le lettere a Provenzano.

«Le regole di Cosa nostra sono sempre le stesse, non sono cambiate mai». Le rassicurazioni di Bernardo Provenzano, nero su bianco in un pizzino, suggellano il da farsi a proposito della diga di Blufi. Progettata già negli anni Sessanta, resta ad oggi un’enorme incompiuta. I lavori partono solo quasi trent’anni dopo, per un costo esorbitante che tende a lievitare e interruzioni continue. Localizzata nelle Madonie, era stata pensata per riuscire a raccogliere 22 milioni di metri cubi dell’acqua proveniente dal fiume Imera e avrebbe dovuto essere il collegamento tra la diga Ancipa e quella del Fanaco per distribuire acqua alle province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna.

All’inizio, gli inerti necessari per la costruzione della diga vengono prelevati da quello che, di lì a poco, diventerà il parco …
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