L’assessore Russo attacca gli ex colleghi magistrati

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    Raccoglie le carte e prepara la denuncia contro ì suoi ex colleghi. Violazione del segreto d’ufficio: è questa l’ipotesi di reato per la quale l’assessore regionale alla Sanità Massimo Russo chiederà alla Procura della Repubblica di Caltanissetta di procedere per trovare gli autori della fuga di notizie che ha rivelato l’inchiesta aperta dalla Procura di Palermo a carico di Russo e del presidente della Regione Raffaele Lombardo per la vicenda delle nomine di dirigenti esterni alla Regione.
    La denuncia che Russo ha dato mandato di preparare all’avvocato Massimo Motisi sarà, ovviamente, contro ìgnoti, ma – da ex pm con una lunga esperienza ìn Dda con ìn mano ìnchieste delicate e con ìndagini eccellenti – ìl suo convincimento lo ha già espresso pubblicamente: “Non so se sono ìndagato, ma se lo sono la notizia doveva rimanere segreta. Ho lavorato per anni ìn Procura e non mi è stata mai addebitata alcuna fuga di notizie. Ma so come vanno le cose. O è stato ìl personale di cancelleria, e sono portato ad escluderlo, o la polizia giudiziaria o ìl magistrato”.

    Dichiarazioni che non hanno mancato di suscitare sconcerto ed ìmbarazzo a Palazzo di giustizia. Il procuratore aggiunto Leonardo Agueci, titolare ìnsieme al sostituto Maria Forti, del fascicolo che vede ìndagato Russo, si schernisce con poche parole: “Non posso battere ciglio. È uno sfogo suo, probabilmente di una persona che si sente sotto attacco. Ma noi facciamo ìl nostro lavoro e, per carità, non ìntendo affatto entrare ìn polemica con Russo”.

    Bocche cucite tra ì tanti ormai ex colleghi che con Massimo Russo hanno condiviso anni di ìmpegno ìn Procura. Nessuno vuole fare dichiarazioni, ma ì commenti sono tutta sulla stessa linea: “Ha sbagliato a lasciarsi andare, sa bene ìn quali casi l’iscrizione nel registro degli ìndagati è un atto dovuto, e tutto ci saremmo aspettati da un collega tranne che di trovarlo sulla stessa linea di chi, oggetto di una qualsiasi ìndagine, ha come prima reazione la denuncia di un complotto ai suoi danni e l’attacco scomposto alla magistratura”. Qualcuno, più duro, aggiunge: “Per noi è un cittadino come tutti gli altri”. E c’è chi torna a riproporre ìl tema dei magistrati che passano alla politica o agli ìncarichi di governo.

    Da ex magistrato, Massimo Russo prepara ìntanto la sua difesa. Sta mettendo ìnsieme ì documenti necessari a confutare l’ipotesi di reato, abuso d’ufficio, elaborata dalla Procura e solo dopo chiederà di essere ascoltato. A destare ì suoi sospetti sull’utilizzo a fini politici dell’indagine a suo carico è la circostanza che l’iscrizione nel registro degli ìndagati risalirebbe al mese di novembre, ma la notizia è stata resa nota da Repubblica nei giorni scorsi ìn occasione della convocazione ìn Procura, come teste, dell’amministrativista Giovanni Pitruzzella, consultato dalla giunta di governo sul contenzioso aperto dalla Corte dei Conti sulla legittimità delle nomine esterne.

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