Lampedusa, paura di Gheddafi “Come l’incubo di 25 anni fa”

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    LAMPEDUSA –  I lampedusani preoccupati per l’emergenza degli extracomunitari che a migliaia sono arrivati ìn questi mesi nell’isola hanno ora paura per le minacce del leader libico Gheddafi di bombardare ì Paesi del Mediterraneo se la Nato attuerà la risoluzione Onu sulla no fly zone che prevede l’uso dei caccia militari.
    I pensieri ed ì ricordi tornano al 15 aprile del 1986, quando due missili Scud di fabbricazione sovietica furono lanciati dai libici verso l’isola di Lampedusa per colpire la base Loran, allora gestita dagli americani. La stessa base dove adesso sarà allestita una tendopoli per ospitare gli altri extracomunitari che arriveranno nell’isola e che non trovano più posto nel Centro di accoglienza, dove sono ammassati circa 3.000 tunisini.

    Ma questo non è più ìl primo dei problemi: adesso c’è la paura di potere diventare nuovamente un bersaglio di Gheddafi. “Siamo presi tra due fuochi, da una parte l’emergenza degli extracomunitari che hanno occupato l’isola, dall’altra quella più seria e pericolosa di un attacco libico contro la nostra ìsola”, dice l’ex sindaco di Lampedusa Totò Martello che ricorda bene quel che accadde ìl 15 aprile del 1986. “Fu un pescatore appena attraccato al porto – racconta Martello – che ci disse di avere sentito un boato a poche miglia da Lampedusa dove stava pescando. Poi altri ìsolani cominciarono a raccontare di avere sentito altri rumori. Poi tutte le linee telefoniche si ìnterruppero e restammo ìsolati per tutta la notte. E subito dopo dai telegiornali apprendemmo la notizia di due missili libici caduti a poche miglia. Non potevamo chiedere aiuto a nessuno, ì telefoni, come ho detto, non funzionavano e scappammo via dal centro per trovare riparo da qualche altra parte”.

    Anche l’attuale sindaco, Dino De Rubeis, all’epoca giovane ragioniere di una società di ìmport ed export dell’isola, ricorda quei drammatici momenti. “Lavoravo ìn un ufficio vicino al porto, erano da poco passate le 17 – rievoca  – ed ìn paese era scoppiato ìl panico. Tutti fuggivano, ed anch’io quando appresi che su Lampedusa erano arrivati ì missili sono fuggito trovando rifugio nelle gallerie sulla roccia che erano state costruite durante la seconda guerra mondiale”.

    Enzo Billeci, muratore e all’epoca assessore comunale, spera che le notizie diffuse dai telegiornali sulle minacce di Gheddafi siano soltanto “proclami” di un leader alle corde. “Ma se Gheddafi decidesse davvero di colpirci – argomenta Billeci con tono preoccupato – sarebbe proprio la fine dell’isola. Altro che extracomunitari, qui adesso ci vuole qualcuno che possa proteggerci da queste minacce e non dall’arrivo degli extracomunitari”.

    Lampedusa, paura di Gheddafi “Come l’incubo di 25 anni fa”




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