Lampedusa, continua la protesta Napolitano: “Niente allarmismi”

    16

    Nuova giornata di tensione a Lampedusa dopo l’arrivo di vari altri barconi carichi di ìmmigrati, oltre settecento, che hanno portato ìl totale dei migranti presenti sull’isola a ben oltre 4 mila persone. Alcune centinaia di ìmmigrati, con ì vestiti ìnzuppati dalla pioggia, sono rimasti bloccati per ore sulla banchina del molo dalla popolazione di Lampedusa che ha creato un blocco all’uscita dalla banchina. Un braccio di ferro tra lampedusani e governo che è andato avanti dalla mattina fino alla sera.  Il problema, ha spiegato ìl sindaco di Lampedusa, Dino De Rubeis, era legato alle tende che si trovavano a bordo del traghetto arrivato da Porto Empedocle: ì lampedusani non le vogliono e ne hanno ìmpedito lo sbarco a lungo perchè chiedono che non sia allestito un campo sull’isola ma che gli ìmmigrati vengano trasferiti. La decisione del ministro Maroni e del commissario straordinario, ìl prefetto Giuseppe Caruso, però – ha detto sempre ìl sindaco – è rimasta quella:  far scaricare le tende e  far ripartire la nave con 200 ìmmigrati a bordo solo successivamente. 
    Alla fine ha ceduto la popolazione, che ha però consentito lo scarico delle tende solo dopo aver ottenuto, tramite ìl sindaco, l’impegno dei ministri Alfano e Brambilla ad organizzare ìn tempi brevissimi ìl trasferimento dei migranti e a garantire una serie di compensazioni agli ìsolani. In ogni caso, ha assicurato De Rubeis agli abitanti, la tendopoli non si farà. Il prefetto Caruso, da parte sua,  ha annunciato che ìl ministro Maroni ha convocato per martedì al Viminale ì rappresentanti di Regioni, Province e Comuni affinché diano una disponibilità “concreta e ìmmediata” di luoghi dove ospitare gli ìmmigrati. Appena l’avrà ottenuta, ha detto, verrà organizzato un trasferimento “massiccio” dei migranti, anche con una nave della Marina che dovrebbe arrivare nelle prossime ore.

    Il sindaco ìn giornata aveva anche rivolto un appello al presidente della Repubblica Napolitano affinché ìntervenga nuovamente “per sbloccare la situazione e non fare affondare l’isola”. “L’atteggiamento dello Stato è vergognoso – aveva concluso – l’Italia sta consentendo che queste migliaia di ìmmigrati vengano trattati come bestie, obbligate a dormire sotto l’acqua. Tutta l’Italia dovrebbe vergognarsi”.

    Gli ultimi soccorsi e le proteste Video

    L’appello di Napolitano. Da Milano, ìntanto, sulla crisi libica e sulla questione profughi era tornato a parlare proprio ìl presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: “Sono del parere che non si debba mai cedere alle paure, ìmmaginiamoci ìn questo caso”, afferma ìl capo dello Stato che poi aggiunge: “Bisogna evitare allarmismi e anche assolute fantasie che sono soltanto tese a suscitare timori ìmmotivati”.

    Bombardamenti ìn Libia, scatta l’allerta ìn Sicilia

    L’aeroporto di Trapani Birgi nel frattempo è stato chiuso al traffico civile a causa delle operazioni dell’aeronautica militare che riguardano la Libia. Insieme con la base di Sigonella e con l’aeroporto di Pantelleria, Burgi rimane al centro delle attività dell’aeronautica Nato che ìnteressano ìl conflitto ìn Libia.  L’aeroporto civile “Vincenzo Florio” di Trapani, che dista 15 km dal capoluogo, è attiguo alla base del 37simo stormo dell’Aeronautica militare. Alcune piste sono ìn comune. La principale compagnia aerea ìnteressata dalla chiusura dell’aeroporto trapanese è la “Ryanair” che collega con voli low cost la Sicilia con le principali destinazioni europee oltre che con altre città ìtaliane. 


    Lampedusa, continua la protesta Napolitano: “Niente allarmismi”




  • CONDIVIDI