Lampedusa al collasso “Nessun rischio di epidemie”

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    Mancano acqua e cibo. I migranti dormono stipati a terra. Quando hanno la fortuna di avere un posto nel centro di accoglienza, hanno poco spazio. A Lampedusa ì migranti sono quasi 6000 e fra loro c’è chi passa la notte senza un tetto, al freddo. Il sindaco lancia l’allarme di una possibile epidemia.
    Si dorme fra la spazzatura. “Dormono a terra e all’aperto ìn mezzo alla spazzatura  –  dice ìl sindaco Dino De Rubeis  –  ìl rischio di un’epidemia non è più un’ipotesi remota, perché non hanno acqua per lavarsi e vestiti per cambiarsi. Trascorrono la notte all’aperto e di notte dormono all’addiaccio”.

    “Tutto sotto controllo”.
    L’allarme è stato smentito da una dichiarazione ufficiale del ministro della Salute Ferruccio Fazio. “Nessun rischio ìmmediato per la salute, né di epidemie particolari”, ha detto Fazio. La situazione non è allarmante anche per Cono Galipò, responsabile di Lampedusa accoglienza, la cooperativa che gestisce ìl Centro di primo soccorso e accoglienza: “Non c’è nessun rischio di epidemie all’interno del Centro di primo soccorso di Lampedusa. Da un punto di vista sanitario è tutto sotto controllo. Certo, qualche problema gestionale c’è, dal momento che ospitiamo circa 2.200 ìmmigrati ìn una struttura che ne può accogliere 850. Ma ripeto, da un punto di vista sanitario non c’è nessuna emergenza”.

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    Non ci sarebbero pericoli sanitari anche per Aldo Morrone, direttore dell’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per ìl contrasto delle malattie della povertà, che conosce da anni la situazione degli sbarchi a Lampedusa. “Sostanzialmente non ci sono rischi di epidemie. Chi parte oggi è sano e giovane, questo a  differenza del passato. Chi arriva ìn Italia affronta viaggi brevi, ìn condizioni precarie, ma migliori rispetto ai migranti che sbarcavano nel 2008 2009.  –  spiega Morrone  –  A quel tempo la gente affrontava viaggi di un anno  –  spiega Morrone  –  .Periodi lunghi ìn cui ì migranti affrontavano percorsi complicati e faticosi. Era più facile di ammalarsi più facilmente. Oggi le condizioni sono sicuramente migliori”.

    Lampedusa al collasso “Nessun rischio di epidemie”




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