L’accusa della Corte dei conti ìl malgoverno costa 130 milioni

    18

    Corruzione, ìnfiltrazioni mafiose e malagestione di risorse che vedono ìn formazione, sanità, rifiuti e ìncarichi esterni delle pubbliche amministrazioni ì centri di uno sperpero di denaro pari ad almeno 127 milioni di euro. È questa la cifra delle citazioni a giudizio fatte dalla Procura della Corte dei conti soltanto nel 2010. Una cifra quattro volte superiore a quella del 2009, che nonostante le sentenze passate ìn giudicato non si riuscirà a recuperare: appena ìl 45 per cento delle somme vengono versate dai condannati. Ed ecco che scatta l’allarme ìlleciti ìn Regione, Province, Comuni e enti pubblici da parte del procuratore generale Guido Carlino e del presidente della sezione giurisdizionale Luciano Pagliaro, che ìeri hanno ìnaugurato l’anno giudiziario a Palermo.
    Sanità. Alla sanità è dedicato ìl capitolo più corposo della relazione di Carlino. Un “caso emblematico di spreco delle risorse pubbliche” è ìl potenziamento del servizio del 118. Tra ìl 2005 e ìl 2006 sono state fatte assunzioni, che hanno portato a 3.300 ìl numero degli addetti. “Le assunzioni erano così ìmmotivate che sono state acquistate nuove ambulanze per giustificarle”, si legge nella relazione. Il danno è di oltre 37 milioni e ne risponderanno 18 politici tra cui l’ex presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, ora ìn carcere per favoreggiamento di Cosa nostra, assessori regionali e componenti della commissione sanità dell’Ars. Un altro giudizio per un danno di quasi 30 milioni coinvolge quattro manager che hanno approvato ì rimborsi gonfiati (in qualche caso anche del 400 per cento) alle cliniche villa Santa Teresa e Atm di Michele Aiello, legato al boss Bernardo Provenzano. Poi c’è la malasanità che per diagnosi e ìnterventi sbagliati ha comportato risarcimenti per 683 mila euro. Ma un danno più grave, per ì magistrati, “è quello prodotto da amministratori che hanno acquistato, spesso senza bandi di gara, attrezzature sanitarie rimaste ìmpacchettate o ìnutilizzate”. “La Corte ci dà atto però dei nostri sforzi per cambiare questo sistema”, dice l’assessore Massimo Russo.

    Formazione. Un altro sistema “malato” è quello della formazione. Ogni anno si spendono circa 300 milioni per tenere ìn vita un servizio giudicato “di dubbia utilità”, appesantito “da assunzioni senza regole” e gestito da amministratori che spesso non contabilizzano l’attività e, nonostante tutto, riescono a ottenere sempre nuovi finanziamenti. Un ente di formazione è stato citato per un milione di euro, un altro, l’Enfap, è stato già condannato a restituire 200 mila euro. La Corte sta poi ìndagando sulle somme versate ìn più, rispetto al budget autorizzato, a diversi enti.

    Rifiuti. Per questo settore ì magistrati non usano giri di parole: “È un sistema sottoposto a pressioni clientelari e ìnfiltrazioni mafiose”. Il caso limite è quello del Coinres, ìl consorzio che raggruppa 22 Comuni della provincia di Palermo. Anche qui assunzioni ìrregolari (oltre 200), affidamento di servizi senza gare, gestione disinvolta, ìl tutto per “un danno di 3 milioni e 830 mila euro”. I magistrati ìnoltre non hanno ancora concluso le ìndagini aperte sul dissesto finanziario dell’Amia (dalla sponsorizzazione a gare di off-shore a Dubai all’elevato utilizzo dei telefonini aziendali), e sulla discarica di Bellolampo per la gestione dello smaltimento del percolato.

    Incarichi esterni.
    Altra nota dolente è ìl ricorso ìllecito delle pubbliche amministrazioni a consulenze e ìncarichi esterni. Nel mirino dei magistrati ì direttori esterni nominati dall’ultimo governo Cuffaro e da quelli targati Lombardo. Già citati a giudizio ìnvece alcuni commissari della Fiera del Mediterraneo che hanno affidato “20 ìncarichi esterni ìn modo arbitrario e ìngiustificato”. Chiesto un risarcimento anche a un dirigente del personale della Provincia di Catania che, dopo la cessazione del mandato di Lombardo, ha prorogato ì vecchi ìncarichi esterni. Sempre a Catania, ma questa volta al Comune, ì magistrati hanno citato a giudizio 33 tra assessori e dirigenti con una richiesta di risarcimento di 330 mila euro per ìncarichi nell’ufficio stampa.

    Assenteismo e corruzione. La Corte ha poi registrato diversi casi di assenteismo: ad esempio all’ospedale Civico un medico, che risultava ìn congedo per malattia, ìn realtà lavorava nel suo studio privato. Il fronte della corruzione è vastissimo: dal funzionario Inps che ha causato un danno di 2 milioni di euro per “l’indebita attribuzione d’indennità di disoccupazione” a favore di 400 persone, ai dipendenti della sovrintendenza archivistica di Palermo che si sarebbero appropriati di fondi destinati a ìndennità accessorie. Per non parlare del caso di un dipendente del Comune di Palermo che avrebbe chiesto tangenti per firmare pagamenti a enti di assistenza sociale. Il danno quantitativamente maggiore subito dalla pubblica amministrazione riguarda ì fondi europei: soltanto nel 2010 sono state accertate frodi per 32 milioni di euro.

    “Le gestioni pubbliche ìn Sicilia sono caratterizzate da una grave carenza di legalità”, dice ìl procuratore Carlino. “La confusione politica nuoce all’attività amministrativa”, dice Pagliaro che cita ìl caso della Fiera del Mediterraneo di Palermo: “Ho fatto parte – dice – del collegio dei revisori e posso dire che quando sono cominciate le gestioni commissariali la situazione è peggiorata vistosamente”.

    L’accusa della Corte dei conti ìl malgoverno costa 130 milioni




  • CONDIVIDI