La Sicilia non sia trattata come una colonia


«La Sicilia non sia trattata come una colonia» 

A ora di pranzo ne avevano rintracciati 139. Su 184 che erano fuggiti dal Cara di Pian del Lago di Caltanissetta. Tutti maschi, tutti tunisini, tutti in quarantena. Hanno divelto un cancello e sono scappati, disperdendosi per il circondario. Da domenica pomeriggio, quando è scattata la fuga di massa, sono in corso le ricerche e resta da ritrovare ancora una quarantina di fuggiaschi. Molti migranti sono fuggiti scalzi tra le campagne. Qualcuno è stato recuperato sullo scorrimento veloce per Gela.

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Il primo cittadino Gambino: «Ho chiesto al governo di non inviare più migranti»

Stamattina vertice sulla sicurezza in prefettura a Caltanissetta. Il primo cittadino Roberto Gambino intende chiedere al ministro Luciana Lamorgese di chiudere la struttura nissena, che «evidentemente non è idonea per la quarantena. Lo era per ciò per cui è stata creata, cioè per accogliere i richiedenti asilo, ma non per questa finalità, come i fatti di queste ore dimostrano – spiega al Corriere- . Pretendo che non venga più nessuno a Caltanissetta e che il Cara venga svuotato da chi è in i quarantena. Ringraziamo le forze dell’ordine per l’impegno profuso ma scriverò stasera al ministro per dire che non si può usare il Cara per la quarantena. La cittadinanza è preoccupata e lo sono pure io».

Lo sfogo di Musumeci: «Sicilia non sia trattata come una colonia»

Sulla «grande fuga» dal Cara, si è fatto sentire il presidente della Regione Nello Musumeci. «Avrete già letto dei 100 migranti scappati a Caltanissetta – ha scritto su Facebook -. Si aggiungono ai tunisini scappati a Pantelleria e a quelli evasi dall’hotspot di Pozzallo, i quali, a loro volta, si sommano a tutti gli altri. Nessuno dica che è responsabilità delle forze dell’ordine: fanno tutto quello che possono e siamo loro grati. È semplicemente sbagliato che si faccia finta di nulla da parte del governo di Roma e che si dica che ‘tutto va bene’». Musumeci aggiunge: «Pretendo rispetto per la Sicilia – aggiunge il Governatore – , non può essere trattata come una colonia. Abbiamo dato disponibilità e chiediamo reciprocità, ma vediamo che nella gestione del fenomeno migratorio c’è troppa improvvisazione e superficialità».

Altri sbarchi a Lampedusa

Intanto, sempre sul fronte immigrazione, resta molto calda il contesto a Lampedusa. Sono 114 Gli extracomunitari soccorsi su due barconi e sbarcati nell’isola durante la notte. L’hotspot sta così tornando rapidamente a riempirsi e oggi ospitava già 650 persone. Alcuni lampedusani, stanotte, hanno fermato – tendendo una corda – l’unica strada d’accesso al molo commerciale. Fra i manifestanti pure l’ex senatrice della Lega Nord, Angela Maraventano. Sono intervenute le forze dell’ordine. Altri sbarchi di piccoli natanti nella giornata, con gruppi intercettati a Lampedusa e a Lampione. Si tratta per lo più di tunisini. Un gruppo intercettato oggi era composto da uomini, donne e un barboncino al guinzaglio.

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