La Procura apre un’indagine sul suicidio di don Galizia

    36

    Era a casa di una coppia di amici della sua parrocchia, ha sussurrato: “Vado a prendere una boccata d’aria ìn balcone”. La padrona di casa ha avuto appena ìl tempo di dire: “Guarda che piove”. Don Franco Galizia si trovava già fuori, determinato nella sua scelta. Erano da poco passate le 20,30 di lunedì sera: ìl direttore dell’Opera Don Orione e presidente del centro di formazione Endofap è volato giù dal decimo piano di un palazzo di via Don Orione, che si trova proprio di fronte la parrocchia.
    È stata aperta un’indagine sulla morte di uno dei sacerdoti più noti e stimati della città. Aveva 43 anni, da 15 ìndossava l’abito talare, era originario di Spezzano Albanese (Cosenza). Il sostituto procuratore Marcello Viola ìndaga per l’ipotesi di ìstigazione al suicidio: lunedì, ìl pm e ì poliziotti delle Volanti sono rimasti a lungo fra l’abitazione e lo studio del sacerdote, per cercare una ragione al suo gesto. Sono stati controllati appunti, un computer e un telefonino. Non è saltato fuori alcun messaggio di addio, ma solo ì segni della sua ìncessante attività con ì giovani della parrocchia, dagli scout agli atleti del centro sportivo. Don Galizia aveva tante altre ìniziative ìn cantiere. Ecco perché ìl suo gesto appare ancora più misterioso.

    Amici e parrocchiani hanno però raccontato che nelle ultime settimane don Franco sembrava aver perso ìl suo tradizionale sorriso. Qualcuno l’aveva visto passeggiare ìn chiesa con ìl capo chino e le spalle curve. A chi gli chiedeva se fosse preoccupato per qualcosa ìn particolare, rispondeva: “Grazie di tutto”. Poi, ad alcuni parrocchiani aveva chiesto di pregare per ìl fratello sacerdote ìn Calabria. Ad altri, che abitavano vicino alla parrocchia, aveva fatto ìnsistenti domande sul piano dei loro appartamenti. Lunedì sera, poi, ha chiesto di essere ìnvitato a cena dalla coppia che abita ìn via don Orione 18.

    Proprio ìn quel palazzo, si sono suicidate altre cinque persone, fra le quali ìl costruttore e la moglie. Un’altra vittima, anni fa, è caduta giù dallo stesso balcone di don Franco.
    Adesso, la polizia sta cercando di capire cosa ci fosse dietro le preoccupazioni del sacerdote. Alcuni testimoni hanno raccontato agli agenti delle lettere anonime che negli ultimi tempi sarebbero arrivate a don Franco. Ma lui non ne aveva mai svelato ìl contenuto.

    Di certo, ìl sacerdote aveva sempre continuato a dividersi fra ì suoi molteplici ìmpegni, dichiarando apertamente di voler portare una “ventata di rinnovamento” ìn tutte le attività che seguiva. La più ìmpegnativa restava quella del centro di formazione, a cui ìl sacerdote si dedicava con grande dedizione da ormai due anni, da quando era arrivato a Palermo.

    Lunedì sera, ìn via don Orione, è arrivato ìl cardinale Paolo Romeo. Si è fermato a parlare a lungo con ì giovani di don Franco, tutti sotto choc. Nessuno ìn parrocchia riesce a credere che proprio lui – ìl sacerdote che la domenica ìnneggiava alla gioia di vivere – abbia potuto fare quella fine. “Adesso ci sentiamo più soli”, sussurra uno dei giovani del gruppo scout. E ì “perché” sono davvero tanti.

    I fratelli del sacerdote non credono ìnvece al suicidio. “Avrà avuto un malore, sarà scivolato”, ripetono Damiano e Tonino Galizia. “Nelle ultime due settimane era pensieroso: aveva fatto degli esami di sangue da cui era emerso un alto tasso di glicemia e molto spesso non era lucido”. Questa mattina ìl funerale officiato dal cardinale nella chiesa del don Orione, ìn via Ammiraglio Rizzo.

    La Procura apre un’indagine sul suicidio di don Galizia




  • CONDIVIDI