La polizia sventa la banda di rapinatori degli uffici postali

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    I poliziotti della Squadra mobile di Palermo hanno tratto in arresto tre giovani malviventi, ritenuti responsabili di almeno cinque rapine ad altrettanti uffici postali cittadini.
    Si tratta di Daniele Profeta di 18anni, Giuseppe Cardinale, di 19 anni e F.
    P.
    17enne.
     
    I tre sono stati catturati, quasi contestualmente ed in due diverse circostanze, sorpresi dai poliziotti della Mobile in zone ove avevano trovato rifugio, sicuri di sottrarsi alla cattura.
    Daniele Profeta, palermitano, è stato sottoposto a fermo per la rapina del 26 novembre presso la filiale postale di via Ferrari Orsi, fruttata mille euro; del29 novembre, presso la filiale postale di via Gaspare Palermo, fruttata 550 euro; del 1 dicembre, presso l’ufficio postale di via Brunetto Latini con un bottino di circa 3mila euro.
    Profeta ha agito da solo nella seconda rapina, mentre nelle altre due è sempre entrato in azione insieme ad almeno un complice.
    Praticamente identiche le dinamiche delle irruzioni: i rapinatori entravano nei locali dell’ufficio postale, parzialmente travisati da cappelli di lana e da sciarpe, apparentemente non armati e, dopo aver scavalcato il bancone di cassa, si avvicinavano agli impiegati e razziavano il danaro contenuto nelle casse , dandosi poi alla fuga.
    Una svolta alle indagini sui casi delle rapine agli uffici postali è stata impressa dall’arresto di Samuele Lodi, individuato dagli agenti della mobile a poche ore dalla rapina in via Brunetto Latini.
    Lodi è stato  sorpreso dai poliziotti alla guida della vettura che era stata segnalata da alcuni testimoni attraverso telefonate al 113 quale mezzo di fuga dei tre rapinatori delle poste.
    Il giovane fu sorpreso a bordo della vettura ove aveva occultato mille euro, parte del provento del bottino.
    Poco prima di essere bloccato dagli agenti, Lodi stava parlando con un giovane poi riuscito a fuggire.
    Quel giovane era proprio Profeta e nei suoi confronti diversi e concordanti sono gli indizi che lo inchiodano alle sue responsabilità: il riconoscimento da parte dei testimoni delle rapine, le riprese filmate dalle telecamere a circuito chiuso degli uffici postali ed, in ultimo, il rinvenimento nel corso di una perquisizione domiciliare di un cappellino con visiera  usato in due delle tre rapine e chiaramente immortalato dal sistema di videosorveglianza dell’Ufficio.
    Profeta è stato catturato dai poliziotti della Mobile, alle prime luci dell’alba, quando, sperando di passare inosservato, si stava allontanando dal proprio domicilio dove si era recato per prendere qualche indumento.
    Cardinale, 19enne di corso dei Mille ed F.P., il 17enne di Cortile Scaffa, sono anch’essi stati sottoposti al provvedimento di fermo in quanto gravemente indiziati del delitto di rapina aggravata commesso rispettivamente all’ufficio postale di via La Masa fruttata 600 euro,lo scorso 26 novembre, e all’ufficio postale di via Papa Pio X, fruttata 2mila500 euro circa, avvenuta lo scorso 7 dicembre.
    In entrambi i casi, il mezzo di fuga utilizzato dai rapinatori è stato un ciclomotore.
    Il mezzo con a bordo i due fuggitivi, veniva intercettato dai poliziotti subito dopo la rapina e la fuga dei malviventi dai locali di via Papa Pio X, da qui l’inseguimento del mezzo fin dentro il quartiere “Borgo Vecchio” ove la folle corsa del motociclo veniva interrotta a causa di un incidente.
    I complici riuscirono a fuggire a piedi, ma furono costretti ad abbandonare il mezzo.
    La  testimonianza dei dipendenti dell’ufficio postale,la visione delle immagini a circuito chiuso delle telecamere che hanno filmato l’irruzione e il successivo riconoscimento dei poliziotti ha finito con l’inchiodare sia  Cardinale che il minore.
    L’Autorità giudiziaria ha convalidato i provvedimenti iniziali traducendoli in custodia cautelare in carcere per i due maggiorenni e nella misura dell’affidamento in comunità per il minorenne.
    Le indagini da parte degli uomini della squadra mobile proseguono allo scopo di individuare ulteriori complici; la banda infatti è accusata anche di rapine ad altre banche, altri uffici postali ed esercizi commerciali, tra i quali farmacie, tabaccherie e  supermercati.
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