La Gelmini chiede a Lagalla di intitolare un’aula a Norman

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    In una lettera inviata al rettore Roberto Lagalla, il Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca Maria Stella Gelmini ha chiesto di intitolare al più presto un’aula alla memoria di Norman Zarcone, dottorando in Filosofia del linguaggio morto suicida lanciandosi dal settimo piano della facoltà di Lettere e Filosofia.
     
    Secondo il Ministro “Quello di Norman  è stato un disperato gesto di protesta contro le logiche baronali che riteneva impedissero del tutto la realizzazione dei suoi sogni.” Intitolare un aula a Norman Zarcone sarebbe “un primo segnale per non dimenticare la sua tragica storia e le grandi difficoltà incontrate da un giovane che non accettava le rendite di posizione e i privilegi di certi baroni.
    Con il suo gesto estremo, Norman ha voluto gridare al mondo tutta la sua rabbia contro coloro che gli stavano rubando il futuro e che volevano escluderlo dall’università solo perché, pur avendo indubbie capacità, non possedeva un cognome importante”.

    Gli studenti avevano iniziato una raccolta di firme per intitolare un’aula a Norman e, non avendo una immediata risposta, il 3 di dicembre avevano simbolicamente intestato l’aula magna di Lettere e Filosofia al collega suicida; in quella occasione, Giorgio Martinico ha affermato che “Gli studenti di questa facoltà gradiscono che un’aula di Lettere e Filosofia venga intitolata a Norman per preservare il ricordo di questa vicenda”.
    Anche il presidente della Assemblea regionale siciliana Francesco Cascio, nello scorso novembre, aveva invitato l’Ateneo palermitano ad accogliere al più presto la petizione degli studenti ritenendo che “Intitolare un’Aula dell’Ateneo palermitano alla memoria di Norman Zarcone certo non attenua il dolore provocato dalla sua tragica scomparsa, ma rappresenta un segnale doveroso di sensibilità verso chi come lui ha denunciato le storture di un sistema, che vanno assolutamente eliminate, e verso quanti, studenti e ricercatori, sono anch’essi attraversati dalle stesse problematiche e dallo stesso smarrimento che lo affliggeva”.
    Emmanuel Nocera




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