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La faida di Palma con due omicidi per un furto, ultime udienze al riesame: difesa chiede scarcerazioni

“Le intercettazioni non provano nulla perchè sono criptiche e incerte, in ogni caso a quattro anni di distanza dai fatti non possono più ritenersi attuali le esigenze cautelari”. L’inchiesta per la faida di Palma di Montechiaro, con due omicidi messi a segno come conseguenza di una scia di sangue innescata per il furto di alcuni attrezzi agricoli, per quanto riguarda le accuse principali ha già retto al vaglio del riesame. Qualche giorno fa mattina, in ogni caso, si sono celebrate le ultime due udienze per le posizioni più marginali. 

L’avvocato Santo Lucia, in particolare, chiede l’annullamento dell’ordinanza cautelare che impone l’obbigo di dimora nei confronti di Giacomo Alotto, 61 anni e Giuseppe Giganti, 43 anni, accusati di avere fatto parte di un vasto traffico di armi, venuto alla luce grazie alle intercettazioni disposte nell’ambito dell’indagine per i due omicidi. Il difensore chiede di annullare i provvedimenti sia sotto il profilo della mancanza dei gravi indizi di colpevolezza che su quello delle esigenze cautelari.

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