“La dissociazione non è il pentimento”


Quando da ragazzo giocavo, in verità molto male, al calcio, l’allenatore ci spiegava che, per capire quale giocatore avversario avrebbe tirato la punizione, non dovevamo prestare attenzione alle finte e alle manovre di disturbo degli avversari, ma osservare chi prendeva il pallone in mano e

lo sistemava sul punto di battuta. Guardiamo ai fatti, non alle parole, ci diceva: offrendoci un insegnamento che non ho più dimenticato.

Su questi presupposti, mi chiedo oggi: può un detenuto prendere pubblicamente le distanze dal proprio passato criminale, riconoscere le sentenze (del resto, ormai passate in giudicato) che lo hanno condannato, magari all’ergastolo, ed invitare i giovani a non seguire il suo esempio? Certamente. Anzi, è umanamente auspicabile che ciò avvenga, e nel maggior numero di casi possibile. L’idea della pena come strumento di rieducazione …
Leggi anche altri post su Palermo o su Catania o leggi originale
“La dissociazione non è il pentimento”


Questo contenuto è stato importato con un sistema automatizzato, privo di intervento umano. È possibile segnalare la rimozione dei contenuti, leggendo prima le nostre Note Legali Disclaimer