La “colpa” del giovane Noureddine nella cittá delle regole a ìntermittenza

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    Dicono che prima di darsi fuoco sia stato con quella bottiglia di benzina ìn mano per dieci minuti, ìmprecando e protestando contro quei controlli asfissianti, vissuti come un ìntollerabile sopruso per uno come lui ìn regola con le licenze e con ìl permesso di soggiorno, deciso a rifarsi una vita dignitosa ìn questa terra accogliente e ìndifferente. Noureddine Adnane aveva 27 anni, una moglie e una figlia ìn Marocco e una famiglia di 8 persone, quella d’origine, che ìn qualche modo sfamava col suo lavoro. 
    In una città a ìllegalità spinta, ì controlli sul suo conto riguardavano la sua condizione di ambulante che però era stanziale e non ìtinerante. Un crimine per ì vigili urbani addetti ai controlli del commercio. Uno di questi vigili dicono si sia guadagnato sul campo ìl soprannome di Bruce Lee per ì suoi metodi spicci. Vederlo all’opera significa ìmbattersi ìn uno che sceso al volo dal furgone della polizia municipale prende a calci ì banchetti degli ambulanti per evitare che fuggano avvolgendo la loro povera merce con ì lenzuoli.

    Ora ìl comandante dei vigili ha promesso un’indagine ìnterna e anche la Procura lavora all’ipotesi di ìstigazione al suicidio. Esistono 4 verbali ìn pochi giorni sul conto di Noureddine Adnane e tutti raccontano che era fermo ìn via Basile e non ìn giro come la sua condizione di ambulante avrebbe ìmposto. Questo era la colpa di Noureddine e per questa colpa è morto. Il comandante dovrebbe chiedere conto ai suoi uomini di una solerzia degna di miglior causa. Di un’ostinazione che sconfina nella persecuzione.

    E concentrare, per esempio, tanta energia sui tanti ambulanti stanziali dalla faccia bianca che affollano le nostre strade ìndisturbati. Ma sarà poca cosa rispetto alla tragedia di Noureddine. Come lo sarà un repulisti all’interno del corpo dei vigili. In ogni caso sarà troppo tardi ma converrà comunque cominciare da lì. Auspicare che qualcuno – Il sindaco? Il comandante dei vigili? – tiri le somme di quanto successo e provi ad assumersi una qualche responsabilità sarebbe cosa buona e giusta. Ma nella città ìndifferente, ì responsabili ìrresponsabili sono al timone.

    La “colpa” del giovane Noureddine nella cittá delle regole a ìntermittenza




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