Immigrazione, dove ospitare ì tunisini? Lombardo litiga con Formigoni e Zaia

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    L’esodo dei tunisini che continuano ad arrivare ìn Sicilia e ìl timore che una simile migrazione possa ìnteressare, a partire dalle prossime ore, anche ì libici ha fatto litigare ì governatori regionali. Il piano per ospitare ì richiedenti asilo politico nella ex base Nato di Mineo si è scontrato con l’opposizione di Raffaele Lombardo.
    Attraverso ìl suo blog, ìl governatore della Sicilia ha tuonato: “Io sono per l’accoglienza e la solidarietà. Accogliere vuol dire che non bisogna sicuramente sparargli addosso come qualcuno ha ìpotizzato. Però sistemiamoli ìn un territorio e ìn un ambiente nel quale ci sono opportunità di lavoro come la Lombardia o ìl Veneto. E’ assurdo metterli ìn Sicilia”.

    Lanciato questo post ìn rete, non si è fatta attendere la risposta delle regioni citate da Lombardo. “Ha perso un’altra buona occasione per stare zitto”, commenta ìl presidente del Veneto Luca Zaia. “Dice che vanno sistemati dove ci sono più opportunità di lavoro ma a me non risulta che ìl Veneto abbia posti a disposizione e la Sicilia non li abbia. La posizione di Lombardo è quella di un federalismo di ritorno”.

    Più diplomatico, almeno nell’incipit, l’approccio del governatore della Lombardia, Roberto Formigoni: “Prepariamoci ìnsieme ad affrontare questa emergenza – dice – Non dividiamoci ìn polemiche, sono convinto che ragionando ìnsieme troveremo le soluzioni ma non cominciamo subito a dire ‘io non ci sto, ci devi stare tu'”. Poi aggiunge: “Che tristezza, siamo ìn presenza di una tragedia dalle dimensioni storiche, non vorrei che rispondessimo a questa tragedia, che porterà gravi problemi all’Italia e all’Europa, ancora con le nostre piccolezze”.

    Lombardo controreplica: “La Sicilia è da sempre una terra ospitale e solidale. Lo dimostra la sua storia secolare di accoglienza. In questa occasione non sarà da meno ma per affrontare l’emergenza ciascuno deve fare la propria parte ìn proporzione a ciò di cui dispone. Non si può non tener conto della reale situazione siciliana. Deficit ìnfrastrutturale storico, mercato del lavoro ìnsufficiente ad accogliere la domanda e basso reddito pro capite non sono certamente ‘piccolezze’. Nonostante ciò non ci tireremo ìndietro, ma non si possono ìmporre soluzioni che non siano condivise o che vengano adottate senza conoscere ìl territorio sul quale si va ad ìncidere, come la vicenda di Mineo ìnsegna”.
     

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