Il tar condanna il comune di Trapani per l’ordinanza sul divieto della plastica monouso


Il tar condanna il comune di Trapani per l’ordinanza sul divieto della plastica monouso 

Cercare a tutti i costi di essere il “ primo della classe” può anche costare caro se si esagera. In questo caso è costato al comune di Trapani una multa di millecinquecento euro, oltre alle spese legali. Questo quanto deciso dal Tar della Sicilia che ha dato ragione a tre imprese produttrici di materie plastiche che si erano opposte alla ordinanza sindacale firmata da Giacomo Tranchida il 29 marzo dello scorso anno con la quale vietava l’utilizzo di stoviglie e posate monouso non compostabili.

Dal Tar un giudizio non proprio “leggero” nei confronti del sindaco del capoluogo. Quella ordinanza è stata ritenuta” priva di idonea base normativa. Al momento della sua adozione non sussisteva alcuna fonte normativa europea vincolante, né per gli Stati membri né per gli enti locali”. Ma il passaggio più duro è quello successivo, scrivono infatti i magistrati del Tar che “ la competenza ad adottare le misure di recepimento di normative europee spettano allo Stato e non al Comune”. Un giudizio tranchant diretto al primo cittadino che in altre occasioni ha assunto, a parole in alcuni casi, ruoli che non gli apparterrebbero; basterebbe ricordare la polemica con il ministro Boccia ed il famoso ricorso sul DCPM.

Per la cronaca, la direttiva europea per la riduzione  della plastica monouso, quella a cui faceva riferimento l’ordinanza sindacale, entrerà in vigore dal prossimo anno.

  1. V.

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