Il Sud-Est tra animali annegati e coltivazioni distrutte. «A Lentini rischiamo di perdere tutto per il secondo anno»

«Ho visto tornare i miei cani a nuoto attraverso i campi dove di solito corrono, ma tutte le coltivazioni sono andate perdute». Alessandro Giardina osserva, con le gambe affondate nel fango fino alle ginocchia, anni di lavoro buttati in una notte. A Santa Maria del Focallo, a poche decine di metri da uno dei tratti di mare più belli di Sicilia, lui coltiva melanzane e peperoni, cavolfiori, radicchio, broccoli e finocchi. La sua azienda si chiama Semi Selvaggi. Non c’è più niente dopo il nubifragio della notte che ha fatto esondare tutti i canali di scolo. I campi sono tornati a essere paludi, com’erano decenni fa, prima di essere bonificati. Fango e detriti sono stati trascinati dalle campagne più interne fino a valle. Lì dove Alessandro coltiva un ettaro e mezzo di terreni insieme alla sua compagna di Roma. «Qui …
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