Il ritorno a casa del boss ed ex pentito Claudio Carbonaro. «Pensava a un clan fatto da ex collaboratori di giustizia».

Come uno zio dall’America. Con la differenza che la fortuna, anziché portarla, la voleva indietro e che più che provenire da un altro continente, arrivava direttamente da un altro mondo. Quello dei pentiti. Il ritorno a casa di Claudio Carbonaro, nel 2015, deve avere fatto questo effetto nella malavita vittoriese, specialmente dentro quella Stidda guidata storicamente da un clan che dalla famiglia del 60enne prende metà nome. L’altro è quello di Carmelo Dominante, con il quale i Carbonaro furono protagonisti della scena criminale degli anni Ottanta e Novanta, con tanto di guerra di mafia condotta in prima linea. Tutti fatti che, nel caso di Claudio, per lungo tempo, con la decisione di collaborare con la giustizia, sono apparsi relegati al passato ma che invece originale
Il ritorno a casa del boss ed ex pentito Claudio Carbonaro. «Pensava a un clan fatto da ex collaboratori di giustizia».


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