Il depistaggio su via D’Amelio “Così indagammo sulla strage”


PALERMO – “Quando arrivammo qua insieme alla dottoressa Ilda Bocassini trovammo una situazione di stasi investigativa. Vincenzo Scarantino era già stato arrestato sulla base di intercettazioni ambientali fatte nel carcere in cui erano Candura e un altro detenuto”. A deporre come teste nell’ambito del processo sul cosiddetto depistaggio della strage di via D’Amelio è Fausto Cardella, ex procuratore di Caltanissetta oggi capo della Procura di Perugia. “Iniziammo poi questo rapporto con gli organi investigativi che lavoravano sul caso Borsellino – ha continuato rispondendo alle domande del Pm Gabriele Paci – essenzialmente la Squadra Mobile, ma c’era anche la Dia, in un secondo tempo, il reparto operativo dei militari dell’arma di Palermo. C’erano due possibilità alternative che si sono succedute nel tempo: la prima era relativa a un misterioso incontro avvenuto sull’autostrada di cui in …
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