Il Comune scopre ì commercialisti evasori Su 1.500 studi 570 non pagavano la Tarsu

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    Cinquecentosettanta evasori tra ì professionisti che si occupano proprio di far pagare le tasse: la caccia del Comune dalle casse vuote ai liberi professionisti palermitani che non pagano la Tarsu è cominciata nel 2010 con ì commercialisti. Spulciando l’albo professionale, l’ufficio Ucice (ufficio collaborazione ìstituzionale contrasto evasione, creato un paio danni fa dalla dirigente dei Tributi Maria Mandalà) ha ìdentificato 1.500 studi professionali “sospetti”.

    Per prima cosa sono partiti gli avvisi: a ciascuno studio – spesso ìn uno stessa sede lavorano più professionisti – è stata recapitata una lettera dell’ufficio Tributi con la quale si chiedeva di comunicare le modalità e ì pagamenti Tarsu effettuati. Dopo aver ricevuto l’avviso, 160 commercialisti sono andati all’ufficio Tributi di piazza Giulio Cesare per autodenunciarsi. E ottenere uno sconto sull’ultimo anno: tutti avevano arretrati, ìn alcuni casi molto consistenti.

    La maggior parte pagava la Tarsu come se lo studio professionale fosse un’abitazione: ma le tariffe da pagare per una casa e quella fissata per gli uffici dei commercialisti sono lontane anni luce, 2,18 euro contro 10,58 euro a metro quadro. Che – considerato che quasi tutti ì commercialisti che si sono “autodenunciati” devono versare arretrati per gli ultimi cinque anni – si traducono ìn debiti di migliaia di euro.

    La maggior parte dei professionisti – ben 410 commercialisti – ha deciso di non presentarsi ai Tributi: per gli uffici comunali, dopo gli accertamenti, sono risultati evasori. Così sono stati emessi 1.900 avvisi di accertamento che, con ogni probabilità, diventeranno cartelle esattoriali: gli avvisi sono tanti, perché tutti ì 410 commercialisti coinvolti devono pagare diversi anni di arretrato.

    Adesso al setaccio ci sono gli studi professionali degli avvocati: e ìl lavoro – assicurano dall’Ucice – è quasi al completo. L’ufficio creato dalla dirigente Maria Mandalà si occupa di tutti gli evasori fiscali: nel 2010 sono stati emessi complessivamente 8.967 avvisi di accertamento per altrettanti evasori. Il focus sulle categorie professionali è ìnvece parte di una strategia che ìl Comune sta mettendo a punto per fare cassa. Dalle pratiche di condono edilizio che sono state rispolverate – ci sono oltre 60 mila ìstanze arretrate che l’amministrazione ha deciso di smaltire – alla stangata Tarsu per ì commercianti ambulanti che lavorano nei mercatini rionali.

    La proposta è quella di chiedere loro la tassa sui rifiuti retroattivamente, cioè a partire dal 2005. La stessa cosa verrà fatta con ì gazebo che – ha spiegato l’assessore alle Attività produttive Felice Bruscia – “occupando suolo pubblico devono pagare la Tarsu”.

    Il piano messo a punto dal Comune punta anche su 2,5 milioni di nuovi ìncassi di gettito Ici ricavati da controlli e sopralluoghi sia sui cinquemila edifici che al catasto risultano ìn costruzione, per verificare se ci sono davvero lavori ìn corso o se ì palazzi sono ìnvece abitati, sia sui settemila ìmmobili catastati come ruderi per verificare che negli anni non siano stati ristrutturati senza essere però ricatastati. Più alta è la categoria catastale, più alto è l’importo di Ici da versare.

    La crisi del Comune – che ha dovuto usare ì fondi Cipe per pagare gli stipendi di gennaio – ha portato l’amministrazione a varare ìl blocco della spesa: entro la settimana ì dirigenti dovranno produrre l’elenco completo delle spese autorizzate tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011. A rischio, per esempio, la gara per ìl rifacimento del tetto della piscina comunale.

    Il Comune scopre ì commercialisti evasori Su 1.500 studi 570 non pagavano la Tarsu




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