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Il cardinale Semeraro: «Livatino, la santità della porta accanto»

Il cardinale Semeraro: «Livatino, la santità della porta accanto»

Il commento di Marcello Semeraro, Cardinale e Prefetto della Congregazione delle cause dei santi sulla beatificazione di Rosario Livatino: «Oggi ad Agrigento viene celebrato il rito per la Beatificazione di Rosario Livatino. Il decreto pontificio lo indica come martire, ossia ucciso in odio ala Fede. Il reato avvenne il 21 settembre 1990. Rosario era nato il 3 ottobre 1952. Trent’8 anni. Il fatto ebbe grande risonanza, come tanti altri analoghi all’epoca, purtroppo. Non fu l’unico, infatti: il prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa (1982), i magistrati Rocco Chinnici (1983), Antonino Saetta (1988), Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (1992), furono anch’essi ammazzati dalla mafia. Per Livatino, però, si aggiunge l’odium fidei. Per comprendere la santità di codesto giovane magistrato occorre esaminarla da punti di vista distinti, ma convergenti. Anzitutto quello che l’esortazione Gaudete et exsultate di Francesco, indica come «santità “della porta accanto”» (n.7). Il processo per la beatificazione di Livatino nacque

Il post intitolato: Il cardinale Semeraro: «Livatino, la santità della porta accanto» è stato inserito il 2021-05-09 10: 46: 24 dal sito online (lasicilia.)

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