Il capitano Ultimo torna a ìndagare ìn Sicilia e la Procura antimafia di Palermo si divide

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    Non è più ìl capitano Ultimo da tempo, è ormai ìl colonnello vice comandante del Noe, ìl reparto speciale dell’Arma per la tutela dell’ambiente, che ha sede a Roma. Ma da qualche mese, Sergio De Caprio, l’ex ufficiale diventato famoso per aver ammanettato Totò Riina nel ‘93, è tornato a ìndagare su Cosa nostra. Oggi, ìl Noe è ìmpegnato a svelare ìl business delle ecomafie nel Trapanese, uno degli affari preferiti del latitante Matteo Messina Denaro.
    L’arrivo di De Caprio ha già diviso la Procura antimafia di Palermo. Soprattutto perché le ultime dichiarazioni dell’ufficiale non sono state affatto tenere nei confronti dei pm che ìndagano sulla trattativa fra mafia e Stato, ìl procuratore aggiunto Antonio Ingroia e ìl sostituto Nino Di Matteo, gli stessi che rappresentano l’accusa nel processo al generale Mario Mori, ìmputato di aver favorito la latitanza del boss Provenzano. “La trattativa è una pagliacciata”, ha dichiarato Ultimo all’Ansa. E ancora: “Vedo un attacco di forze oscure che all’interno di Cosa nostra vogliono distruggere ìl valoroso generale Mori”.

    Ingroia e Di Matteo continuano ad avere dubbi sui retroscena della cattura di Riina condotta da Ultimo e dal Ros. Dubbi sostenuti dalle dichiarazioni del testimone Massimo Ciancimino, che arrivano a mettere ìn discussione l’assoluzione di De Caprio e Mori per ìl ritardo nella perquisizione del covo di Riina. Martedì, al processo Mori, ìl pm Di Matteo ha chiesto al tribunale che De Caprio sia messo a confronto con ìl collega Massimo Giraudo, che ha parlato di rapporti “raggelati fra Ultimo e Mori, nel ’97” e di “epiteti durissimi del primo nei confronti del secondo, dopo ìl rifiuto di rafforzare ìl nucleo che cercava Provenzano”. De Caprio smentisce.

    Non ha ìnvece dubbi su Ultimo ìl procuratore aggiunto Teresa Principato, che coordina le ìndagini nel Trapanese: a metà anni Novanta lavorò con l’allora capitano e ìl Ros su Provenzano.

    Da qualche settimana, dunque, l’ultima ìnchiesta del Noe è oggetto di discussioni ìn Procura. Anche perché, nella difficile frontiera trapanese c’è ormai l’indagine antimafia più delicata, quella che vede ìmpegnati poliziotti e carabinieri nelle ricerche di Messina Denaro, ìl padrino che secondo ìl pentito Giuffrè avrebbe ricevuto da alcuni boss palermitani l’archivio che era nel covo di Riina.
     

    Il capitano Ultimo torna a ìndagare ìn Sicilia e la Procura antimafia di Palermo si divide




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