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Il bilancino della Giustizia

#Catania

In un suo affascinante dialogo Platone, parlando di politica e di giustizia, fa dire a Glaucone (incidentalmente, il suo stesso fratello) che agli uomini piace più apparire come giusti che essere giusti. Profetica suggestione, in realtà, solo che si ponga mente alle numerose riforme della giustizia cantierate e sbandierate negli ultimi trent’anni, da maggioranze di destra e di sinistra, e che non hanno mai ridotto la durata dei processi.

Ora e alle viste un’altro tagliando alla complessa macchina giudiziaria. Sono in questione principi di portata costituzionale (obbligatorietà dell’azione penale; unicità delle carriere di giudici e pubblici ministeri) e norme di legge ordinaria (prescrizione; intercettazioni; abuso d’ufficio; legge Severino sul accesso vietato a cariche pubbliche per i condannati). A colpi di slogan, si promette che dallo stravolgimento di questi istituti passa il miglioramento del servizio giustizia e la diminuizione – ce lo chiede l’Europa – del numero di processi pendenti in Italia, quasi che quelle riforme possano incidere sull’arretrato dei tribunali e sulla lentezza dei giudizi. La persuasione collettiva viene offuscata, e accecata quasi, da un miraggio che da decadi ampi settori della politica e dell’informazione agitano davanti agli occhi dell’opinione pubblica: quello che esista un rapporto di causa ed effetto tra quei principi e quelle norme e la durata dei processi. 


PAGN2951 Leggi 2023-01-03 13:30:10

Livesicilia Catania

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