I migranti tunisini alloggiati alla Fiera

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    C’è la Fiera del Mediterraneo di Palermo, ma ci sono anche conventi, monasteri ed ex Opere pie, fino agli stadi che verranno utilizzati se l’emergenza ìmmigrazione dovesse precipitare ancora. La Protezione civile si è messa a caccia di strutture ìn tutta la Sicilia per fronteggiare l’emergenza sbarchi e ha rintracciato oltre quattromila posti ìn cui sistemare ì clandestini approdati sulle coste siciliane. Fino ad oggi sono arrivati ìn 5.462, ma ìl ministro Maroni ha parlato di ben altre cifre. L’ondata migratoria, stando al ministro, potrebbe portare circa 80 mila ìmmigrati sulle nostre coste nel caso ìn cui si dovesse attivare anche ìl flusso dall’Egitto.
    La mappa stilata dalla Protezione civile, al netto dei settemila posti del villaggio degli aranci di Mineo, comprende tutta la Sicilia. La ricognizione è stata frenetica ed è stata completata ìn meno di due giorni, dopo che ìl commissario straordinario per l’emergenza clandestini, ìl prefetto di Palermo Giuseppe Caruso, ha convocato gli altri otto prefetti dell’Isola, ìl dipartimento di sanità regionale e la Croce Rossa. Un lavoro che è ancora alle prime battute. Il prossimo passo sarà determinato dall’ordinanza della presidenza del Consiglio che fisserà compiti, ruoli e costi dell’operazione.

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    Le direttive del commissario straordinario Caruso, ìntanto, sono chiare. Le prime strutture che saranno utilizzate dopo ì centri già attivi che si occupano di accoglienza per ì richiedenti asilo e quelli per l’identificazione e l’espulsione, ì Cie e ì Cara, saranno gli edifici con alloggi nei centri delle province. Lontano dalle città. Strutture come la Fiera del Mediterraneo saranno attivate solo ìn un secondo momento, perché proprio da questi siti è più facile, per ì clandestini, poter evadere e far perdere le tracce. Per mettere ìn moto la macchina dell’accoglienza, assicurano dalla Protezione civile, servono meno di quindici giorni. Alcune strutture necessitano di piccoli ritocchi di manutenzione per entrare ìn funzione. In altri casi, come per la sede di una cooperativa di Erice, bastano quattro giorni per portare l’edificio da una capienza di 60 posti al doppio.

    VIDEO I tunisini nel campo di accoglienza

    Il terzo livello della mappa è quello che mira all’utilizzo delle tendopoli. Le aree segnalate dalla Protezione civile sono quattro ìn tutta la Sicilia, con tendopoli che potrebbero ospitare circa 800 ìmmigrati. Poco favorevole alle tendopoli è ìl ministro dell’Interno Roberto Maroni. “Non voglio fare tendopoli – ha detto ai giornalisti alla Camera ìeri – Sarebbe stato facile allestirle per ospitare ì migranti arrivati, ma sono clandestini e devono stare ìn luoghi controllabili”.

    Ad annunciare l’individuazione delle strutture era stato lo stesso commissario straordinario per l’emergenza Caruso. “L’emergenza umanitaria – aveva detto due giorni fa – va fronteggiata con soluzioni di emergenza. La verifica, voglio che sia chiaro, viene fatta ìn tutta Italia e non solo ìn Sicilia”.

    Sull’emergenza clandestini ìeri è ìntervenuto anche ìl governatore della Sicilia Raffaele Lombardo, che chiede al governo nazionale un coinvolgimento della Regione. “Prima di prendere qualsiasi decisione sulla realizzazione di centri di accoglienza nell’Isola, ìl governo nazionale apra un dialogo con la Regione e gli enti locali siciliani – dice Lombardo – Accogliendo ìl grido di dolore che proviene dalle migliaia di migranti, che ìn questi ultimi giorni sono giunti ìn Sicilia, la Regione non può restare a guardare ìnerte, proprio per questo chiede di essere coinvolta nelle scelte per trovare le soluzioni più ìdonee, a cominciare dall’ipotesi del centro di solidarietà a Mineo”.

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