I migranti seppelliti nei piccoli paesi della Sicilia. Un’ultima famiglia che sceglie per loro un nome.

La chiesetta del cimitero di Santo Stefano Quisquina domenica era piena. A Montevago nelle stesse ore i giovani delle scuole hanno letto versi di poesie davanti alle salme. Un mese fa scene simili si sono ripetute poco lontano, a Cianciana e ad Alessandria della Rocca. E ancora a Campobello di Licata, a Grotte, a Joppolo Giancaxio e a Canicattì. Le ultime comunità, quelle definitive, per i migranti morti sul fondo del Mediterraneo stanno qui, nei piccoli paesi dell’Agrigentino. Che hanno dato la loro disponibilità alla prefettura per ospitare i corpi che in queste settimane i sub della guardia costiera stanno recuperando a un miglio da Lampedusa, nel relitto affondato lo scorso 23 novembre. Al momento sono venti. 

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I migranti seppelliti nei piccoli paesi della Sicilia. Un’ultima famiglia che sceglie per loro un nome.


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