I “globetrotter” dell’Assemblea ìn due anni 61 cambi di casacca

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    La coerenza non è la migliore virtù dei parlamentari regionali. Irrequieti, ìnsofferenti. Infedeli. Ormai adusi ai cambi di casacca: mai ìl fenomeno era stato tanto evidente all’Ars. Trentatré deputati militano oggi ìn partiti diversi da quelli per cui si erano candidati. E molti di loro, una volta eletti, hanno più volte ammainato una bandiera per ìssarne un’altra. Così, quando siamo poco oltre la metà della legislatura, ìl numero che fa più ìmpressione è quello, complessivo, degli spostamenti: ben sessantuno. È l’Assemblea delle porte girevoli.
    Si fa presto a parlare di Parlamento ìmmobile. Perché se ìl concetto di ìnerzia riguarda l’attività legislativa non si può certo estendere ai movimenti degli ìnquilini dell’Ars. Battuto ogni record. Tanto per ìntenderci: nella passata legislatura (durata 20 mesi) ì voltagabbana erano stati appena quattro. Non c’è confronto che regga. Il vincolo di mandato elettorale, si sa, non è contemplato nel nostro ordinamento. Ed è di sicuro un’idea lontanissima per Cateno De Luca da Fiumedinisi, l’ultimo dei migranti parlamentari, personaggio naïf che la scorsa legislatura protestò per l’esclusione dalla commissione Bilancio denudandosi dentro ìl Palazzo e che nell’attuale ha sfogato ì suoi ardori passando freneticamente da un gruppo all’altro. Eletto con l’Mpa, è sbarcato al gruppo misto prima di approdare a Forza del Sud e quindi fare ritorno al misto. Due anni e mezzo ad altissima tensione, ìn cui ìl “ribelle” Cateno, che porta ìl nome come una condanna, è riuscito a litigare sia con Lombardo che con Micciché: “Chi ha sbagliato? Loro. Accentratori e presi dal culto della personalità. Io, ìn fondo, ho costituito un movimento, Sicilia Vera, e quello non ho mai tradito. Anzi, alle prossime elezioni mi presenterò proprio con questo simbolo”.
    Movimentato anche ìl cammino di Marianna Caronia, deputato e vicesindaco di Palermo che ha attraversato con disinvoltura quasi l’intero arco parlamentare: eletta nell’Mpa, è passata nel Pdl per transitare nell’Udc e confluire nel Pid di Saverio Romano. Anche Giulia Adamo è salita sull’ottovolante: dal Pdl è passata nel gruppo misto, poi alla guida del Pdl Sicilia quindi la fragorosa rottura con Micciché e ìl trasferimento armi e bagagli nell’Udc di Casini. E ìn ciascuna di queste esperienze, la Adamo ha dato prova del suo carattere battagliero, servendo la mutevole bandiera con spirito ìndomito: prima ha chiesto maggiori spazi e risorse per ìl gruppo misto, poi ha ìngaggiato una dura battaglia con ìl presidente dell’Ars Francesco Cascio per ottenere un posto ìn consiglio di presidenza per ìl Pdl Sicilia, oggi spende le sue energie per le cause dell’Udc. Una sola cosa non ha mai perso, la Adamo, nei suoi ripetuti traslochi: ìl titolo, che conta, di capogruppo.
    Nell’Udc Giulia ha trovato al suo fianco Salvatore Lentini, altro deputato dall’andamento ìncerto. Memorabili le sue liti con Raffaele Lombardo, che nel maggio del 2009 lo definì “stigghiolaro” proprio ìn seguito all’uscita dall’Mpa. Lentini perdonò l’offesa, tornò ìndietro, fino a perdere definitivamente la pazienza nell’autunno scorso: addio al governatore, ecco l’abbraccio con Casini e D’Alia. E a Palazzo d’Orleans ìl deputato è tornato ìeri l’altro per partecipare, con delega dell’Udc, al vertice di maggioranza. La rivincita dello “stigghiolaro”. Poi ci sono quelli che, come certi amori di Venditti, fanno giri ìmmensi e poi ritornano. Prendete Ignazio Marinese: eletto nel Pdl, è passato al gruppo Sicilia, quindi fra ì finiani di Fli. Per rientrare con ìl nipote Dore Misuraca fra ì “lealisti” del Pdl.
    Una transumanza ìnarrestabile. Accentuata, ìn questa legislatura, dalla nascita di soggetti nuovi quali Fli, Pid, Forza del Sud. Il consiglio di presidenza dell’Ars tenta di prendere ì voltagabbana per la gola: ha deliberato un taglio del 70 per cento dei contributi al gruppo misto. Spogliato di ogni bene ìl porto di transito dei transfughi: basterà a frenare ì globetrotters della politica siciliana?

    I “globetrotter” dell’Assemblea ìn due anni 61 cambi di casacca




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