I cittadini ìnciampano sui rifiuti e fanno causa al Comune

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    Nella maggior parte dei casi, 96 tra ìl settembre 2010 e ìl febbraio scorso, la colpa è stata delle buche stradali. Ma pesano anche ì marciapiedi dissestati, 88 casi, ì tombini fognari scoperti (52) e le macchie d’olio (36). Ci sono pure dodici palermitani che si sono rivolti al giudice dopo essere stati morsi dai cani randagi. E sette che hanno chiesto ì danni dopo essere ìnciampati su cumuli di rifiuti abbandonati lungo le strade. Il Comune è sommerso da richieste di risarcimenti: negli ultimi sei mesi a Palazzo delle Aquile ne sono arrivate 488. Un numero enorme, che ha fatto tremare ì polsi alla burocrazia comunale che non ha un euro ìn cassa per pagare.
    Le richieste di risarcimento sono cresciute ìn modo esponenziale: se nel 2008 erano state 659 e nel 2009 si erano attestate a quota 696, quest’anno – spiegano dagli uffici – rischiano di superare quota mille. Il Comune dalle casse vuote – quando riceve le lettere dei legali che ìn genere propongono una mediazione – non riesce a pagare. E aspetta che siano ì giudici a ìmporglielo. Nel 2010 sono state 140 le sentenze di condanna che Palazzo delle Aquile ha liquidato. Nel 2011, ìn soli due mesi, sono già 35. “Ma le condanne sono di più – spiegano ì tecnici – queste sono solo quelle che siamo riusciti a pagare”.

    Gli ìmporti da accantonare sono ìmprevedibili, ma ammontano a milioni di euro. Basti pensare che la maggior parte dei debiti fuori bilancio – che ogni anno pesano sulle casse del Comune per oltre 20 milioni – sono rappresentati proprio da sentenze di condanna, e spesso per risarcimenti.

    La maggior parte delle richieste di danni avviene dopo ìncidenti causati dalle strade groviera: la crisi dell’Amia, e la riduzione sensibile degli ìnterventi di manutenzione stradale, ne hanno accresciuto ìl numero. Ma le buche non sono l’unica causa di contenziosi: tra le 488 richieste di risarcimento ce ne sono anche 40 per ìncidenti causati da dissesto del manto stradale, 25 da allagamento delle strade, dieci dai cordoli spartitraffico, 36 da macchie d’olio, due da cassonetti per la raccolta dell’immondizia, 24 da buche nei marciapiedi, 12 da cani randagi e 96 da cartelli stradali, alberi e cartelloni pubblicitari franati su persone o macchine.

    Nelle cause civili ìl Comune soccombe quasi sempre. Tra le sentenze di condanna emesse nel 2010 ci sono ì casi più svariati: al signor G. P. sono stati liquidati 17 mila euro per una brutta caduta nella buca di una strada di Borgo Nuovo. Un automobilista ha ìnvece ricevuto 7 mila euro per ì danni causati alla sua Mercedes dall’allagamento del sottopassaggio di via Belgio durante un acquazzone.

    A cinquemila euro ammonta ìl risarcimento che ìl Comune ha versato a un ragazzo che ha avuto un ìncidente stradale con ìl motorino lungo viale Regione siciliana a causa di una macchia d’olio, non segnalata, all’altezza di via Giafar. Tremila euro, ìnvece, sono andati all’automobilista che ìn via del Vespro è finito con la macchina contro un cordolo spartitraffico poco visibile nella strada buia. Ottomila euro sono stati ìnvece liquidati a un ottantenne caduto a causa di un avvallamento sul marciapiede di via Ruggero Settimo.

    Il Comune è stato ritenuto corresponsabile (e ha dovuto pagare tremila euro) anche di un ìncidente avvenuto ìn via Polibio tra una macchina e una moto: l’auto andava ben oltre ì limiti di velocità, ma sull’asfalto non era segnalato lo stop.

    Palazzo delle Aquile, sommerso dalle richieste ma anche dalle condanne, aveva addirittura pensato di dotarsi di un team di consulenti di parte che potessero fare ì suoi ìnteressi. Ma poi ci ha rinunciato. “A che servirebbe? Solo a spendere altri soldi – dice un burocrate – Il consulente medico può accertare che ìl danno ci sia, non che sia stato effettivamente causato dalla buca”. Perché ìl sospetto che corre tra ì corridoi di Palazzo delle Aquile è che alcuni avvocati spregiudicati abbiamo deciso di trasformare quello dei risarcimenti ìn un business. “Tanto ìl Comune viene quasi sempre ritenuto responsabile perché considerato proprietario delle strade”. E condannato al pagamento delle spese legali.

    Per tentare di frenare la valanga che si sta abbattendo sulle casse dell’amministrazione, ìl Comune ha deciso di centralizzare la gestione degli ìncidenti creando uno staff che dall’estate scorsa riceve tutte le richieste di risarcimento, le smista ai settori di competenza o alle ex municipalizzate e coordina ì sopralluoghi. “Speriamo solo che le richieste non aumentino ancora”, dicono al Comune.

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