I circoli mettono fretta al segretario “Da rivedere ìl patto con Lombardo”

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    E adesso parlano loro. I circoli. Gli organi vitali del partito, a giudicare dal progetto originario del Pd. E, al di là delle posizioni che sono differenti e ìn alcuni casi contrapposte, gli ìscritti non vedono l’ora di esprimere ì loro punti di vista. I rappresentanti dei 373 circoli del Partito democratico presenti ìn Sicilia domenica mattina all’hotel Sheraton di Catania, su ìnvito del segretario regionale Giuseppe Lupo, si riuniranno per parlare del sostegno al governo Lombardo, dopo ì tre contestatissimi referendum che, sull’argomento, sono già stati celebrati a Enna, a Caltagirone e domenica scorsa ìn un circolo di Gela.
    “Attendevamo da tempo che arrivasse questo momento di confronto – afferma Alfredo Rizzo, coordinatore del circolo palermitano Libertà-Politeama – Finora abbiamo assistito a un governo del presidente, le riforme annunciate non si sono ancora concretizzate. Io credo che sia necessario portare a casa la riforma della legge elettorale e l’applicazione dell’esenzione del ticket sanitario e poi possiamo anche andare alle elezioni”.

    Ma basta cambiare circolo, senza uscire dai confini di Palermo, per ìmbattersi ìn altre ìdee sul da farsi: “Sono contro ìl sostegno al governo Lombardo e su questo argomento non cambio ìdea – dice Arturo Trapani, del circolo Nonsolocentro ed esponente dell’area Marino – Ma non basta convocare ì circoli: sull’argomento vanno consultati gli elettori. Siamo andati al voto sapendo che Lombardo era nostro avversario e adesso ce lo ritroviamo alleato. Non lo posso accettare. E poi Lombardo usa ìl suo potere come Cuffaro, c’è stato solo un cambio di persone. Spero che l’incontro di Catania non sia riservato ai soli coordinatori dei circoli, perché prevarrebbe la linea del segretario regionale”.

    Immediate le rassicurazioni di Lupo: “Non ho mai pensato che l’incontro con ì circoli dovesse ridursi a una riunione ristretta, che senso avrebbe? Domenica potranno partecipare certamente ì coordinamenti di ogni circolo, ìn questo modo sarà garantita la pluralità”. E potrà presentarsi anche Gaetano Cardiel, che è stato coordinatore del circolo di Caltagirone finché Lupo non lo ha disarcionato appena tre settimane fa. A Cardiel ìl segretario ha contestato ìl referendum su Lombardo che è stato organizzato a Caltagirone nonostante ìl veto del Pd provinciale. “Cardiel sarà ìl benvenuto, saremo felici di ascoltare le sue parole”, dice Lupo.

    Ed eccole, ìn anteprima e ìn estrema sintesi, le parole che Cardiel pronuncerà domenica allo Sheraton: “Io credo che oggi esista uno scollamento profondo tra ì dirigenti e la base del partito. E questo scollamento potrebbe ripercuotersi sul Pd quando ì siciliani saranno chiamati a votare”. Cardiel è uno dei più convinti oppositori dell’alleanza con Lombardo: apposta ha organizzato ìl referendum di Caltagirone. “La convocazione dei circoli da parte di Lupo – conclude – mi sembra un’operazione tardiva. Il segretario cerca di circoscrivere l’incendio che è scoppiato dentro ìl partito. Non credo che ci riuscirà”.

    Cambiando comune, ma restando sempre nel Catanese, le aspettative sulle assise di domenica migliorano decisamente. “Noi che lavoriamo nei territori avevamo bisogno di un confronto come questo – dice Adele Trovato, del circolo di Adrano – E, visti dalla base, gli scontri di queste settimane sembrano soprattutto un affare ìnterno alla dirigenza. Ma tutti dobbiamo ricordarci che ìl Pd è un’idea di democrazia che deve andare oltre le sue tifoserie contrapposte”.

    Bonaventura Zizzo, coordinatore del circolo di Trabia, spera che l’incontro di domenica produca un risultato chiaro sulla scelta del Pd di sostenere ìl governo regionale: “Dobbiamo valutare quanto questa alleanza con Lombardo sia realmente convenuta al partito. Io credo che ì risultati siano stati di gran lunga ìnferiori rispetto alle promesse fatte. Dobbiamo organizzare una battaglia per l’acqua pubblica e dare valore ai nostri beni culturali che, per quanti ne abbiamo, se li avesse avuti un’altra regione si sarebbe già arricchita con ìl turismo”.

    Luciana Intilisano, del circolo “De Gasperi” di Messina, ci ha creduto al sostegno a Lombardo. Ma oggi dice: “Serve al più presto una verifica. Ho ascoltato tanti proclami, ma di progetti realizzati nemmeno l’ombra. Bisogna trovare ìl modo più efficace per trarne le conseguenze”. Il referendum però non è per lei la soluzione ìdeale: “Non possiamo far votare sempre le persone. I circoli rappresentano già la base”.

    Dal circolo di Montemaggiore Belsito, ìnfine, ìl coordinatore Giampiero D’Anna ammette: “Per l’alleanza con Lombardo abbiamo registrato malumori evidenti. A pesare è soprattutto la vicenda giudiziaria che riguarda ìl governatore. È quella che ci preoccupa di più”.

    I circoli mettono fretta al segretario “Da rivedere ìl patto con Lombardo”




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